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Tutti i Santi;Chi sono i Santi? Riflessioni per mercoledì 8 novembre

Tutti i Santi

Chi sono i Santi?

Siamo anche noi.

Che abbiamo scelto di seguire  Gesù, Parola di Dio fatta Carne, fatta Uomo.

Lo diciamo senza presunzione, ma sappiamo che, per essere qui, una scelta verso Gesù l’abbiamo compiuta.

Siamo “Santi” eppure “Non perfetti” proprio per ricordare che la Salvezza viene soltanto da Gesù e noi scegliamo lui per avere la Salvezza.

 

Pensando al programma pastorale che stiamo realizzando, la S. Messa,

ricordando anche l’impegno dei primi Mercoledì del mese riassunto nela parola di Papa Francesco “Noi come Cittadini, Noi come Popolo” siamo qui per imparare ad essere Cittadini della Città di Dio, Popolo del Popolo di Dio.

 

Un Popolo di Santi

che si è distaccato dal modo di pensare del mondo per dedicarsi al modo di pensare del Vangelo.

Ci siamo distaccati dal mondo ma viviamo perfettamente inseriti nel mondo.

Per questo mondo siamo anche un segno di distinzione e di contraddizione: la mentalità del mondo dice perfettamente il contrario dalla mentalità delle Beatitudini del Vangelo.

il mondo pensa che per avere successo bisogna avere il perfetto opposto delle Beatitudini.

La mentalità delle Beatitudini non contrasta affatto con le attese e le speranze dell’Uomo vero.

 

Stiamo passando attraverso la “grande tribolazione “: la nostra profonda sofferenza è il contrasto tra la vita quotidiana secondo il Vangelo e la vita secondo gli ideali del mondo.

 

La Messa:

la prima Chiesa si caratterizzava nel fatto che nel giorno del sole i cristiani partivano dalle loro case per partecipare alla Cena o come veniva anche chiamata la Messa la Frazione del Pane. E si riu8nivano insieme: è questo Convenire Insieme che ci fa Popolo; è questo convenire che ci fa Cittadini in un Popolo.

E’ questo Convenire che ci fa Cittadini della Città di Dio, Popolo nel Popolo di Dio.

 

Il Convenire ci fa Chiesa

Il Convenire Insieme nel giorno del sole – giorno della Risurrezione  di Gesù e nostra dona la caratteristica dello scegliere di essere i Santi del Signore. Questo dobbiamo apprendere in questo anno. Questo dobbiamo sperimentare.

 

Non siamo un Popolo fatto di chiacchiere.

Non siamo pochi, non siamo soli.

Guardate se Lunedì i luoghi del Catechismo erano affollate di genitori, mamme, papà, figli vuol dire che siamo “Una moltitudine immensa, che nessuno può contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua”, più numerosi di quanto si pensi desiderando l’annuncio della Parola e il dono del Pane.

 

Quando si dice: vengono per la prima Comunione, poi se ne vanno.

Non è vero:

perché i gruppi di ragazzi che negli anni passati hanno celebrato la Messa di Comunione, lunedì, non avevano assenti?

C’è il gusto della Parola e c’è, pur con tutte le deficienze, il gusto del Pane!

Il peggio è che noi adulti che dovremmo testimoniare speranza liberante a volte siamo fiacchi di fede e stanchi nella speranza. E i nostri figli ci sono di lezione colpiti e attratti dalla novità e dalla bellezza di un annuncio genuino del Vangelo.

Quale infedeltà al Vangelo, alla Parola e al Pane! Quale tradimento quando, per scusare la nostra incapacità a gettare le reti da un’altra parte da quella degli interessi del mondo, accusiamo la Parola di Dio di non essere più Parola convincente, entusiasmante ed efficace e quando accusiamo il Pane di essere un Pane che non sfama più le attese dell’Uomo.

Per questo pane i cristiani di Abitene, per non perdere il Convenire per questo Pane e per questa Parola donarono la vita e la morte e noi accusiamo il medesimo Pane e la medesima Parola di non essere adatti all’uomo di oggi che, però, ha la stessa fame e le stesse attese dell’uomo di sempre.

 

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