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Articoli marcati con tag ‘Papa Francesco’

Gli insegnamenti di Papa Francesco: nel comprenderli “Credo che siamo ancora a livello di asilo nido…”.

Gli insegnamenti di Papa Francesco:

 

nel comprenderli “Credo che siamo ancora a livello di asilo nido…”.

Papa Francesco non cammina insieme al mondo,

cammina insieme al Vangelo, è sintonizzato sul Vangelo.

Così pensa, così prega. E, lo vediamo: così si comporta.

Noi quando  raccontiamo ciò che Papa Francesco dice, sembra, quasi, che Papa Francesco abbia detto o fatto un’altra cosa!

Anche fosse soltanto Papa Francesco a camminare con il Vangelo varrebbe la pena di provare a seguirlo. Non diciamo: E’ difficile!

Ma:

Che bello sarebbe lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato!

 

  1. La Messa

Abbiamo celebrato la Messa, Sabato 3 settembre, insieme a don Titus Mburu, ad altri Sacerdoti, a laici che sono venuti con loro.

Abbiamo visto che, per loro, la Messa è un’altra cosa.

Perché?

Per loro è sentirsi Popolo di Dio che, festoso, si riunisce, nella “memoria” del Signore Risorto,  e, tutti, si sentono e sono protagonisti, con entusiasmo e con gioia.

Per loro la Messa è sempre una Festa. E ce lo hanno fatto vedere!

 

Qualche volta …  la nostra Messa:

Quanto dura, ma quando finisce?

Ma che c’entra questa Processione dell’Offertorio, questi canti …

 

Che cosa è la Messa? Perché vado alla Messa?

 

 

Chi deve rendere viva la Messa? Il prete?

il prete deve fare la sua parte;  non la parte del coro, dei ministranti, dei lettori.

Deve essere il prete  a fare catechismo, a organizzare i Gr.Est., a far funzionare la processione, ad avvisare per una riunione, a proporre una preghiera, a suggerire per cosa pregare?

E’ il prete che deve spingere e aiutare ad essere cristiani-fedeli o i fedeli sono loro a dover spingere il prete?

Tutti dobbiamo essere, insieme, protesi verso il Regno di Dio.

 

  1. Il Cristiano e il Cittadino

Propongo, per il prossimo anno, meditazione, preghiera e impegni sul

Messaggio di Papa Francesco in occasione della Prima Giornata di Preghiera per la Cura del Creato (1° settembre 2016)

insieme all’Omelia del Vescovo di Rieti in occasione delle Esequie per le vittime del recente terremoto.

 

Il testo di questi documenti, per la meditazione e la preghiera, è stato distribuito Domenica 4 settembre ed è ancora disponibile sul tavolo in fondo alla chiesa: spero che divenga anche strumento e criterio di vita.

 

  1. 3. Dove è il Cristiano, lì sia il Cittadino!

Per la formazione di questa Coscienza Cristiana non bastano  lamentele, firme e lettere di lamentela e proteste, non basta (poi questo!) inserimenti sui media:  c’è necessità di una vera  capacità di caratterizzarci come popolo e Popolo di Dio.

 

  1. Il 5 ottobre, primo Mercoledì di Ottobre, alle ore 18,00, in chiesa riprenderemo gli incontri di preghiera e di programmazione di vita cristiana.

“Il mondo ci osserva come credenti per vedere quale è il nostro atteggiamento di fronte alla casa comune e i diritti umani.

Il mondo di oggi soffre e ha bisogno del nostro aiuto, lo sta chiedendo”.

 

Siamo chiamati a far comprendere che:

«Noi adesso non ci metteremo a gridare contro qualcuno, non ci metteremo a litigare.  Noi non vogliamo vincere l’odio con più odio, vincere la violenza con più violenza, vincere il terrore con più terrore».

 

Perché «la nostra a questo mondo in guerra ha un nome:

si chiama fraternità, si chiama fratellanza,

si chiama comunione, si chiama famiglia».

 

Scrivo, in ultimo, più importante,

sperando che rimanga più impresso:

 

  1. Gesù Cristo

nato, vissuto, ucciso in Croce, è Risorto. E’ il Figlio di Dio.

Credere a Lui, affidarglisi, essere Battezzato, mi costituisce “Cristiano”.

 

I precetti che ho, come cristiano sono:

  1. Fate questo in memoria di me;
  2. Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi.

 

Il primo è “fare memoria” di lui.

Il secondo: “Accogliere, Perdonare, Amare” ecc. …  “volemose bene”, ma non è il “volemose bene”, l’Accogliere  che mi costituisce “Cristiano”.

Gli altri, sì, mi riconosceranno, come Cristiano, da questo comportamento.

 

Il primo: Il Cristiano fa “memoria” per mezzo della Parola e per mezzo del Pane nella Eucaristia.

Sine Domiico non possumus: Senza la Domenica non posso dirmi Cristiano.

E, senza, non lo sarei!

Sarò una persona brava e buona; … andrò in Paradiso, ma non sono un Cristiano.

 

Il secondo è: Sono cristiano per imparare a diventare buono.

Non è: sono buono, quindi sono un cristiano.

 

Un cristiano è chiamato ad essere buono con gli altri (cristiani o non cristiani)

Un cristiano è chiamato ad aiutare gli altri ad essere buoni,

non necessariamente ad essere cristiani. (Questo si chiamerebbe “Proselitismo”).

 

Siamo chiamati a “fare Catechismo” su questo; non a “fare Proselitismo”.

 

  1. Le letture della Messa di Domenica 11 settembre ci aiutano a capire:

 

  1. Forse non riusciamo a capire bene la parola di Papa Francesco?

… e quella del Vangelo?

Chi sono io? Chi è il Padre?

  1. Il Padre è Buono; i figli … mica tanto! Uno, per niente!
  2. Accogliere: accolgo perché sono un Padre Buono, non perché lo debbo fare.
  3. Corro al Padre: Non posso correre dal Padre perché ho fame;

bisogna che io impari a dire: Papà, ti voglio bene!

 

Per mezzo di Gesù Cristo ho ottenuto Misericordia dal Padre

ma ho ugualmente paura di entrare nella sua casa.

Maria, sua Madre, insiste perché io entri; mi dice:

”Non aver paura; semmai timore; ma è molto meglio che tu dica:

”Io ti voglio bene!” e potrai entrare alla mensa del Padre.

Lui ha preparato per te una grande Festa.

 

E tu, non essere più arrabbiato né invidioso:

anche tu sei protagonista nella Festa.

Lo sei sempre stato. Non te ne sei ancora accorto?

Al Re dei secoli onore e gloria: Amen!

 

AVVISO di Preparazione all’anno catechistico 2016 – 2017

 

Bambini e Ragazzi: Lunedì 12, ore 15,30, Sala di piazza Franciosoni:

Riunione per Catechiste e Animatori per l’anno catechistico dei ragazzi e dei Bambini.

 

Genitori: interessati alla formazione Cristiana dei ragazzi, siano presenti alla riunione di piazza Franciosoni.

 

Adulti: Lunedì 12, ore 17,30: in sala, piazza G. Marconi,

Riunione per Anno Catechistico Adulti.

 

Temi: Calendario, Argomenti, Metodi, Divisioni di Gruppi. Animatori.

 

Per tutte queste attività: c’è necessità di partecipazione e collaborazione.

 

GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LA CURA DEL CREATO

GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LA CURA DEL CREATO

(di Papa Francesco)

Dal 1° settembre (memoria ortodossa della divina creazione)

al 4 ottobre (memoria di Francesco di Assisi nella Chiesa Cattolica) siano giorni di meditazione e di preghiera contro il peccato di procurare danni al creato, attirando l’attenzione sulla crisi morale e spirituale che sta alla base dei problemi ambientali e del degrado.

 

  1. La terra grida…

Dio ci ha fatto dono di un giardino rigoglioso, ma lo stiamo trasformando in una distesa inquinata di «macerie, deserti e sporcizia» (Enc. Laudato si’, 161).

Non possiamo arrenderci o essere indifferenti alla perdita della biodiversità e alla distruzione degli ecosistemi, spesso provocate dai nostri comportamenti irresponsabili ed egoistici.

«Per causa nostra, migliaia di specie non daranno gloria a Dio con la loro esistenza né potranno comunicarci il proprio messaggio.

Non ne abbiamo il diritto» (ibid., 33).

I cambiamenti climatici contribuiscono anche alla straziante crisi dei migranti forzati. Quando maltrattiamo la natura, maltrattiamo anche gli esseri umani.

Ascoltiamo «tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri» (ibid., 49), e cerchiamo di comprendere attentamente come poter assicurare una risposta adeguata e tempestiva.

 

  1. …perché abbiamo peccato

Dio ci ha donato la terra per coltivarla e custodirla (cfr Gen 2,15) con rispetto ed equilibrio. Coltivarla “troppo” – cioè sfruttandola in maniera miope ed egoistica –, e  custodirla poco è peccato.  «Un crimine contro la natura è un crimine contro noi stessi e un peccato contro Dio».

Di fronte a quello che sta accadendo alla nostra casa, possa il Giubileo della Misericordia richiamare i fedeli cristiani «a una profonda conversione interiore» (Enc. Laudato si’, 217), sostenuta in modo particolare dal sacramento della Penitenza.

 

  1. Esame di coscienza e pentimento

Il primo passo in tale cammino è sempre un esame di coscienza, che «implica gratitudine e gratuità, vale a dire un riconoscimento del mondo come dono ricevuto dall’amore del Padre.

«Nella misura in cui tutti noi causiamo piccoli danni ecologici», siamo chiamati a riconoscere «il nostro apporto, piccolo o grande, allo stravolgimento e alla distruzione dell’ambiente».

 

Come partecipi di un sistema «che ha imposto la logica del profitto ad ogni costo, senza pensare all’esclusione sociale o alla distruzione della natura»,  pentiamoci del male che stiamo facendo alla nostra casa comune.

«Dio è più grande del nostro peccato», di tutti i peccati, compresi quelli contro la creazione.  Li confessiamo perché siamo pentiti e vogliamo cambiare. E la grazia misericordiosa di Dio che riceviamo nel Sacramento ci aiuterà a farlo.

 

  1. Cambiare rotta

L’esame di coscienza, il pentimento e la confessione al Padre ricco di misericordia conducono a un fermo proposito di cambiare vita.

E questo deve tradursi in atteggiamenti e comportamenti concreti più rispettosi del creato, come ad esempio fare un uso oculato della plastica e della carta, non sprecare acqua, cibo ed energia elettrica, differenziare i rifiuti, trattare con cura gli altri esseri viventi …

Non dobbiamo credere che questi sforzi siano troppo piccoli per migliorare il mondo. Tali azioni «provocano in seno a questa terra un bene che tende sempre a diffondersi, a volte invisibilmente» (ibid., 212) e incoraggiano «uno stile di vita profetico e contemplativo, capace di gioire profondamente senza essere ossessionati dal consumo» (ibid., 222).

L’economia e la politica, la società e la cultura non possono essere dominate da una mentalità del breve termine e dalla ricerca di un immediato ritorno finanziario o elettorale.

 

«Che tipo di mondo desideriamo trasmettere

a coloro che verranno dopo di noi,

ai bambini che stanno crescendo?» (Enc. Laudato si’, 160).

  1. Una nuova opera di misericordia

Leggendo san Giacomo, «la misericordia senza le opere è morta in sé stessa. […]

La vita cristiana include la pratica delle tradizionali opere di misericordia corporali e spirituali.

Mi permetto di proporre un complemento ai due tradizionali elenchi di sette opere di misericordia, aggiungendo a ciascuno la cura della casa comune.

Come opera di misericordia spirituale: «la contemplazione riconoscente del mondo» (Enc. Laudato si’, 214) che «ci permette di scoprire attraverso ogni cosa qualche insegnamento che Dio ci vuole comunicare» (ibid., 85).

Come opera di misericordia corporale, la cura della casa comune richiede i «semplici gesti quotidiani nei quali spezziamo la logica della violenza, dello sfruttamento, dell’egoismo […] e si manifesta in tutte le azioni che cercano di costruire un mondo migliore» (ibid., 230231).

 

  1. In conclusione, preghiamo, non smarriamo mai la speranza: «Il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato.

«O Dio dei poveri, aiutaci a riscattare i dimenticati di questa terra.
O Dio d’amore, mostraci il nostro posto in questo mondo
come strumenti del tuo affetto per tutti gli esseri di questa terra».
O Dio di misericordia, concedici di ricevere il tuo perdono
e di trasmettere la tua misericordia in tutta la nostra casa comune.
Laudato si’. Amen. (Dal Vaticano, 1 settembre 2016)

 

Esequie di Amatrice e di Accumoli  (Omelia del Vescovo don Domenico Pompili)

 

Mi hanno spezzato con la sabbia i denti, mi ha steso nella polvere.

Son rimasto lontano dalla pace, ho dimenticato il benessere”.

Sembra di risentire i sopravvissuti: un rumore assordante, pietre che precipitano come pioggia, una marea asfissiante di polvere. Poi le urla. Quindi il buio.

Il brano ispirato prosegue: “Buono è il Signore con chi spera in lui, con l’anima che lo cerca. E’ bene aspettare in silenzio la salvezza del Signore”.

Si intuisce che Dio non può essere utilizzato come il capro espiatorio.

Al contrario, si invita a guardare in quell’unica direzione come possibile salvezza.

In realtà, la domanda “Dov’è Dio?” non va posta dopo, ma va posta prima e comunque sempre per interpretare la vita e la morte.

Come pure, va evitato di accontentarsi di risposte patetiche e al limite della superstizione. Come quando si invoca il destino, la sfortuna, la coincidenza impressionante delle circostanze.

A dire il vero: il terremoto ha altrove la sua genesi! I terremoti esistono da quando esiste la terra e l’uomo non era neppure un agglomerato di cellule. I paesaggi che vediamo e che ci stupiscono per la loro bellezza sono dovuti alla sequenza dei terremoti. Le montagne si sono originate da questi eventi e racchiudono in loro l’elemento essenziale per la vita dell’uomo: l’acqua dolce. Senza terremoti non esisterebbero dunque le montagne e forse neppure l’uomo e le altre forme di vita. Il terremoto non uccide.

Uccidono le opere dell’uomo!

Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò… sono mite e umile di cuore”.

Le parole del Maestro sono come un balsamo sulle ferite fisiche, psicologiche e spirituali di tantissimi. Troppi. Non basteranno giorni, ci vorranno anni.

Sopra a tutto è richiesta una qualità di cui Gesù si fa interprete: la mitezza.

Che è una ‘forza’ distante sia dalla muscolare ingenuità di chi promette tutto all’istante, sia dall’inerzia rassegnata di chi già si volge altrove.

La mitezza dice, invece, di un coinvolgimento tenero e tenace, di un abbraccio forte e discreto, di un impegno a breve, medio e lungo periodo.

Solo così la ricostruzione non sarà una ‘querelle politica’ o una forma di sciacallaggio di varia natura, ma quel che deve: far rivivere una bellezza di cui siamo custodi.

Disertare questi luoghi sarebbe ucciderli una seconda volta. Abitiamo una terra verde, terra di pastori. Dobbiamo inventarci una forma nuova di presenza che salvaguardi la forza amorevole e tenace del pastore.

Come si ricava da un messaggio in forma poetica che mi è giunto oltre alle preghiere:

“Di Geremia, il profeta, rimbomba la voce: ‘Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più’.

Non ti abbandoneremo uomo: l’ombra della tua casa tornerà a giocare sulla natia terra. Dell’alba ancor ti stupirai”.

 

di don Lamberto:        L’Utilità al posto della Bellezza?!

… e domandarci non: … e la Natura?!, ma: … e l’Uomo?!

Propongo questi scritti per la meditazione e la preghiera;

ma non solo: per un cambiamento delle nostre scelte.

Se non cerchiamo la Bellezza,

l’Utilità, prima o poi, ci verrà a mancare.

Troveremo sempre qualcuno più egoista di noi che sarà capace

di far valere i propri interessi a discapito di quelli nostri e della comunità.

 

(Auguro ogni bene e chiedo una sicura preghiera per ogni fratello o sorella in Cristo).