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Festa di S. Antonio Abate a Vetralla 2016

L’appello rivolto alla comunità nella riunione del 13 gennaio ha avuto un immediato riscontro nella popolazione e nelle associazioni della Comunità vetrallese.
La Benedizione degli animali domestici, nella festa di S. Antonio Abate, questo anno, ha avuto il momento saliente nella partecipazione di circa 20 cavalieri con i loro cavalli, circondati, nella piazza antistante la chiesa, da cittadini con animali domestici (non mancava il “porchetto”) e dai fedeli intervenuti alla celebrazione festiva.

Momento importante non solo per la vita devozionale del popolo vetrallese, ma anche impegno sociale a favore della promozione della collaborazione e cooperazione per la bellezza e la sicurezza della vita sociale.
Troppe volte ci si limita a protestare e criticare sia per ciò che accade che per ciò che non accade, mentre poco spazio si attribuisce a tutto ciò che si realizza e rende bella la vita. E’ stato questo un momento importante che comporterà, nel non lontano futuro, altri impegni sia dei cavalieri che di tutti i partecipanti a questa celebrazione di vita religiosa e sociale.
Ai partecipanti è stato donato, dalla comunità parrocchiale, un ricordo ed un invito a partecipare alle attività comunitarie in programmazione: invito al quale già è stata data risposta favorevole ed entusiasta da parte di tutti i convenuti.

Qualche cenno sulla presenza a Vetralla della devozione a S. Antonio Abate è opportuno ricordare anche per far rivivere la devozione degli agricoltori e allevatori vetrallesi che, nel 1715, fecero voto di ampliare, quasi ricostruire e dedicare a S. Antonio Abate, la chiesetta del 1500, a motivo della guarigione operata, per intercessione di S. Antonio Abate, da gravi malattie degli animali domestici.
S. Antonio Abate è il patriarca del monachesimo.
Nacque intorno al 250 a Coma (l’odierna Qemans).
Nei 285 si stabilì verso il mar Rosso. Nel 311 si recò ad Alessandria a servire e a incoraggiare i confessori della fede. Stabilì, poi, di addentrarsi nel deserto della Tebaide orientale (alto Egitto). Tornò nuovamente ad Alessandria per combattere gli Ariani.
Morì il 17 gennaio 356 e in tale giorno si festeggia.
S. Antonio abate ha la fama di guaritore dall’herpes zoster, o « fuoco di S. Antonio ».
In tutta Italia il 17 genn. si benedicono gli animali domestici.

Nella chiesa s. Antonio Abate in Vetralla, del 1715, la rappresentazione di S. Antonio Abate è simile a quelle del mosaico di Monreale e dell’affresco dell’eremo di Monte Morrone. Sono immagini rare: seduto in trono con la Croce abbaziale, in atto benedicente, porta il pastorale e la mitria. Non c’è la raffigurazione del fuoco; l’animale che si scorge dietro il trono è, non un maiale, ma un cinghiale (come nel Duomo di Monreale).
La chiesa S. Antonio Abate è del 1500; in essa il Santo è raffigurato mentre dà la regola ai suoi monaci Macario ed Amathas; accoglie i monaci; conforta e conferma nella fede i cristiani di Alessandria; fa visita al primo degli eremiti cristiani (S. Paolo eremita); cavalca il demonio sotto la forma di un drago.
Nella chiesa, restaurata dal 1973, la rappresentazione del Santo è nelle Vetrate (opera dell’artista vetrallese Rosanna Giuliani Braccioli) dove è raffigurato mentre accoglie i Santi Filippo e Giacomo e nella prerogativa di essere patrono e protettore della vita semplice dei campi e degli animali domestici.

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