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… e sta accadendo ora …

Quella notte

nella quale guardavamo, ammirati, i “fuochi artificiali” su Baghdad.

 

Quante sono le Baghdad create dai “giustizieri – diffusori di democrazia” occidentali?!

Non serve, e non basta, dire: “Io, quella notte, non ho esultato”.

 

Questi giorni nei quali vediamo, spaventati, le distruzioni di Mossul:

le donne, i bambini, i vecchi, i feriti, i sacchi neri dei morti;

quella bambina con nelle mani

i resti enormi di un cocomero diviso, spezzato, chissà con chi,

come brani di carne stracciati da iene  da  cadaveri di animali uccisi.

 

E domandare

chi e quali misfatti ha commesso chi ha “fatto fuori” Saddam,

chi ha massacrato, vigliaccamente, Gheddafi;

e domandarsi ancora perché non sono loro, anche loro assassini,

a prendersi il peso del dolore che ogni giorno sbarca sulle nostre spiagge

e, invece, perché sono, proprio loro, a “prendersi il peso”,  mandando le loro Ong ,

a scaricare le sofferenze e i sofferenti sulle nostre spiagge

guadagnando prima sulle bombe e dopo sulle cure per riparare le bombe

e vederli  indignarsi perché un giudice osa dire la verità

e in nome di una “carità pelosa” fare soldi preziosi e sporchi di luridume e di sangue.

 

Potranno  i cristiani veri fare qualcosa?

Si, forse,

se non gridiamo semplicemente allo scandalo

contenti di aver fatto le nostre quattro chiacchiere

e poi lasciare che ogni cosa faccia il suo corso

inermi, volontariamente, di fronte a chi sa lucrare sui morti e sui vivi.

 

Cosa?

Curare le nostra cultura, curare la Bellezza che abbiamo

invece che aiutare a deturparla ancora

e insegnare, a chi è qui e a  chi viene,

ad onorare Bellezza, a rispettare la carità,

a non cercare elemosina ma giustizia

a gridare contro chi ha causato i loro mali

a richiedere e pretendere la loro e la nostra giustizia

a ristabilire Verità

perché non si ripetano ancora i “fuochi artificiali” su ogni Baghdad.

 

“Maledetto l’uomo che confida nell’uomo,
Benedetto l’uomo che confida nel Signore” (Geremia 17,5-8).
Perché non succeda

che i ripescati dal mare e dai gommoni non sparino, oggi, su di noi

e, in loro vece, lo facciano, domani, i loro figli.

 

Almeno una preghiera per queste intenzioni.

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