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Devozione a Maria

La devozione a Maria, Regina del Carmelo

La comunità cristiana ha sempre avuto rapporti del tutto particolari con Maria come Patrona.

La onoriamo con il  titolo di Madonna del Monte Carmelo, la consideriamo Madre e Sorella; con sincero affetto poniamo sotto il segno della sua protezione tutta la comunità che, nel corso dei secoli, ha corrisposto con amore alla benevolenza della Madre “superamabile” e con l’impegno dell’imitazione delle sue virtù.

Miriamo a Maria per:

  • comprendere e vivere fino in fondo il suo atteggiamento di ascolto e di risposta alla Parola di Dio;
  • tendere, come lei, a una sempre più stretta familiarità di vita con Dio;
  • realizzare profondi e vivificanti rapporti con i fratelli.

 

 In concreto:

  • cerchiamo di esprimere  la  devozione partecipando alla pietà filiale di Gesù verso sua Madre;
  • il culto della B.V. Maria e la sua promozione appartengono alla stessa esperienza spirituale e liturgica del Carmelo nella Chiesa;
  • la devozione più perfetta alla Madonna sarà  quella di considerarla “quale modello dell’atteggiamento spirituale con cui la Chiesa celebra e vive i divini misteri” (cf MC 16).

  La devozione alla Madonna del Carmelo a Vetralla

La devozione alla Madonna in tutta la Chiesa Cattolica ha sempre avuto grande partecipazione da parte del popolo cristiano. Don Luigi Serafini scrivendo di Vetralla affermava che ” ...Vetralla dedico le sue chiese principali……..la prima alla gloriosiissima Vergine Maria…  perché la devozionea Maria era uno dei fondamenti della fede popolare”ed aggiunge, quasi con orgoglio, in un ipotetico confronto con altre comunità cristiane,   “…non sia stata la seconda ad abbracciare la fede”.

La devozione si manifesta spesso come senso di gratitudine o ringraziamento per benefici ricevuti: nel 1703, nei festeggiamenti per lo scampato pericolo in occasione del terremoto, il popolo vetrallese si sentì impegnato per sette anni prossimi futuri … a…digiunare le sette vigilie della Madonna SS. ma del Carmine in memoria delle sue sette allegrezze”.

 Epoca

 La festa e la processione in onore della Madonna del Carmelo si celebrano ogni anno, con simili modalità; altre feste mariane, in Vetralla, vengono celebrate solennemente con cadenze solo venticinquennali o cinquantennali.

Non possiamo risalire all’inizio della festa e della processione: un primo accenno si ha nelle norme di vita dell’Istituto Fantozzini che della festa dicono: “si conservi e si aumenti dal Preside la devozione del Carmine, già esistente nella chiesa dell‘Istituto”. E, al N° 7 stabiliscono “…si farà la solita processione secondo il costume della città”.

La celebrazione della festa non ha una collocazione stabile nel tempo: nel 1850 si stabilisce di celebrarla la seconda domenica di settembre: “Templum a solo institutum … dicavitque XVI Kal. Oct. Anno MDCCCL cuius festum anniversarium in fastos ad diem alterum dominicum septemb. relatum est”. “Il tempio fu innalzato dalle fondamenta…. La sua ricorrenza festiva fu fissata nel calendario ecclesiastico alla seconda domenica di settembre”

Dopo di allora, la tradizione orale tramanda che si celebrava “nella terza festa di Pentecoste“;si farà la solita processione … nella terza festa di Pentecoste”. La tradizione orale è confermata da quanto riferisce don Giovanni Di Biagio, nel settembre ottobre del 1929, quando dice: ”per due feste, 16 Luglio e martedì di Pentecoste, in onore della Madonna del Carmine”.

Dal 1962-63 l’immagine della Madonna del Carmelo “viene portata in processione” ogni anno nell’ultima domenica di maggio, anche se la festa liturgica, che venne istituita nel secolo XIV e poi estesa a tutta la chiesa da Benedetto XIII nel 1726, si celebra il 16 luglio.

La decisione di celebrare la festa nell’ultima domenica di maggio venne presa perché, nell’anno 1962, il martedì di Pentecoste coincideva con la festa di S. Antonio da Padova (12 giugno) e pertanto (!) la festa della Madonna fu spostata all’ultima domenica di maggio dai parroci del tempo.

 (Si potrebbe aggiungere un commento…sportivo: S. Antonio da Padova – Madonna del Carmelo: 1 – 0 !)

Soltanto nell’anno 1980, essendo domenica il primo di giugno, il Parroco forzò la situazione e convinse i fedeli a celebrare la festa la prima domenica di giugno, con l’intenzione di completare “il mese di maggio”, ma non fece contenti molti devoti.

Celebrandosi la festa parrocchiale al termine del mese di maggio, il Monastero “Monte Carmelo” ha la possibilità di celebrarla solennemente il 16 luglio, come fissata nel calendario liturgico, e i fedeli della parrocchia possono frequentare la celebrazione della festa al Monastero.

La fine del mese di maggio, inoltre, corrispondendo al termine degli incontri programmati di formazione alla Vita Cristiana, diventa riassunto della vita pastorale dell’anno.