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2017-8-6 Trasfigurazione del Signore

2017-8-6 Trasfigurazione del Signore

“Carissimi,

vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo non perché siamo andati dietro a favole artificiosamente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza”.

Nel nostro affidarci a Gesù

non ci sentiamo né illusi né creduloni.

 

In Cristo Gesù può essere riposta

la Speranza di una vita serena.

In Lui è riposta anche la “Gloria futura” che significa Gloria “già iniziata” e che si completerà oltre i traguardi parziali e temporanei terreni.

E’ Gloria che continuamente cresce e si sviluppa come il “granello di senape” e al termine e durante la sua storia gli uccelli vi possono fare nido.

La Trasfigurazione appartiene continuamente alla vita di Gesù, appartiene continuamente anche alla nostra vita.

 

Gli accadimenti, la gloria del Vangelo

noi li abbiamo sperimentati. Vissuti.

Alla Trasfigurazione di Cristo e, per suo mezzo,

dell’Uomo e di tutto l’Universo

facciamo “bene a volgere l’attenzione come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e non sorga nei vostri cuori la stella del mattino”.  

Questa spunterà anche per noi quando saremo capaci di vedervenire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d’uomo”; il suo potere è un potere eterno,  che non finirà mai,

e il suo regno non sarà mai distrutto”.

 

Lunga

“Carissimi,

vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo,

non perché siamo andati dietro a favole artificiosamente inventate,

ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza”.

 

Le parole della Sacra Scrittura «Questi è il Figlio mio, l’amato, nel quale ho posto il mio compiacimento»

sono dette e scritte per noi che abbiamo conosciuto Gesù perché, nel nostro affidarci a Lui, non ci sentiamo né illusi né creduloni.

 

Il linguaggio della Parola di Dio non è favoloso o irragionevole: i linguaggi, i fatti che riguardano la Parola sono diversi da quelli del nostro modo comune di essere e di parlare, ma la sostanza del discorso del Vangelo riumane valido per tutti e per sempre.

Cambiano le parole, muta il linguaggio, rimangano i significati.

La Parola di Dio non è superficiale.

 

In Cristo Gesù può essere riposta la Speranza di una vita serena.

In Lui riposta anche la “Gloria futura”.

Cosa è, cosa significa: “Gloria futura”?

E’ Gloria “già iniziata” e che si completerà oltre i traguardi parziali e temporanei terreni.

E’ Gloria che continuamente cresce e si sviluppa come il “granello di senape” e al termine e durante gli uccelli vi possono fare nido.

 

“Questa voce noi l’abbiamo udita discendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte”.

Non è creazione del nostro subcosciente.

 

Questa verità e questa gloria è annunciata e proclamata anche dalla seconda lettera di san Pietro apostolo: quando Gesù ricevette onore e gloria da Dio Padre, quando giunse a lui questa voce dalla maestosa gloria; quelle parole ci sono state rivolte “non perché Gesù in quel momento divenne Figlio,

ma perché noi, in quel momento, lo abbiamo conosciuto come tale”.

Questo accadimento, questa gloria noi li abbiamo sperimentati. Vissuti.

Se non bastasse questa nostra testimonianza,

“abbiamo anche, solidissima, la parola dei profeti,

alla quale” facciamo “bene a volgere l’attenzione

come a lampada che brilla in un luogo oscuro,

finché non spunti il giorno e non sorga nei vostri cuori la stella del mattino”.  

 

Quando spunterà nei nostri cuori la stella del mattino?

quando saremo capaci di veder “ venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d’uomo”:

il suo potere è un potere eterno,  che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto”.

 

Vale la pena raccontare queste verità?

prima di sperimentare la morte e la resurrezione del Signore Gesù, no!

perché Gesù condusse con sé solo Pietro Giacomo e Giovanni, su un alto monte, in disparte, loro soli e

ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto,

ma di farlo e proclamarlo “quello che avevano udito in segreto, sui tetti “

dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti

perché la Luce illumini tutti quelli che sono in casa.

E così fecero i discepoli – apostoli.

Così facciamo noi discepoli – apostoli.

 

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