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30-11-2014 – Domenica I Avvento B

2014-11-30 Domenica I Avvento B

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«Dio mio!» “Figlio mio!Popolo mio!

Pensiero

L’Avvento, tempo liturgico» “privilegiato, vuole essere il richiamo a vigilare e a prepararsi pregando e operando perché «il Signore viene».

“Come” viene?

Questa Venuta non è il Natale. Il Natale è preparato non dall’Avvento, ma dalla Novena.

L’Avvento è il tempo dell’«attesa del Signore che viene». Uno dei nomi del Signore è «il Veniente», «Colui che viene», «Colui che si fa presente».

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Significa: il Signore si fa presente ed operante nella vita del suo Popolo, di noi oggi, nuovo Popolo di Dio. La Venuta è, quindi, Presenza.

Per questo abbiamo invitato le famiglie della Parrocchia a preparare il Calendario dell’Avvento oppure la Lampada dell’Avvento: ogni giorno ci sia, in ogni casa, un ricordo di Gesù, presente nella vita di ogni famiglia.

Nella Novena del Natale, poi, invitiamo le famiglie ad aggiungere, a questi due segni, il segno del Presepio di Natale.

Preghiera

Signore, nostro Dio, il tuo Popolo spera in te: non resti deluso.

«Io sono il Signore Dio tuo – tu sei il Figlio mio, il Popolo mio»

«Tu sei il Signore nostro – noi siamo figli tuoi, il Popolo tuo»

«Padre nostro».

Avvisi

«Vedete bene, vegliate e pregate!»: vengono giorni importanti per la Fede.

Da Avvenire – Da L’Osservatore Romano

Per l’Avvento 2014-11-29

“Perché tutto è fantastico e nessuno è felice”

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Il giorno in cui i computer fossero divenuti così numerosi da fare da sfondo tecnologico alla nostra esistenza?

Probabilmente ci siamo.

I computer sono ovunque ” al lavoro, a scuola, a casa, in strada… ” e vanno velocissimi.

Come accade con molta tecnologia, non è il computer a stare dietro a noi, ma noi a pretendere di stare dietro al computer.

E se non riusciamo a stargli dietro, ci attanaglia il senso di colpa: non siamo all’altezza del nostro compito.

Il computer intanto non si ferma. Mai. Ha un andamento lineare.

Ma gli esseri umani hanno un andamento ciclico.

Ogni tanto hanno bisogno di fermarsi.

Quanto basta: 15 minuti ogni ora, per evitare la fusione del cervello.

Invece oggi pretendiamo di trattare noi stessi come se fossimo computer.

E non ci fermiamo mai.

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«Perché tutto è fantastico e nessuno è felice».

Se vogliamo evitare la fusione del cervello

occorre che ci fermiamo.

Ci fermiamo e riflettiamo.

 

Viviamo così in fretta, siamo distratti da troppe cose,

che non sappiamo più cosa è essenziale.

 

Come se poi contasse qualcosa quello che stavi facendo.

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