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l’Utopia certa di realizzare la Bellezza della Libertà della Gloria dei Figli di Dio.

Abbiamo iniziato da quattro anni un interessante cammino di fede

che abbiamo intitolato

Noi come cittadini, Noi come Popolo,

 

attraverso riunioni, preghiere, celebrazioni, iniziative varie.

Dopo questo, non abbiamo più bisogno dilatte: abbiamo necessità di Parola e di Pane.

Ci muova non solo il bisogno di osservare i X Comandamenti; siamo, ormai, quelli “di buona volontà”; abbiamo bisogno di “Pace”:  è la nostra esigenza.

Non la “Pace che dà il mondo”,

ma la “Pace” che viene dal gustare la Parola e il Pane;

quella Pace che fonda il Nuovo Popolo di Dio,

la Gente Santa e,

per mezzo della Pace,dono di Dio, una Pace Divina,

avere l’aspirazione, il Sogno realizzabile, la Speranza affidabile,

l’Utopia certa di realizzare

la Bellezza della Libertà della Gloria dei Figli di Dio.

Nel 2017, il tema della Festa era “Io ci sono contro il Bullismo”

Nel 2018, il tema è “Mamma e Papà, vi posso parlare stasera?”

Perché si trovano tante fotografie di genitori con bambini piccoli e tanto poche con bambini … cresciutelli?!

Come mai una domanda di questo genere al termine della Processione in onore alla Madonna del Carmelo?

Quale capacità di dialogo abbiamo con i nostri giovani?

E questo in Famiglia, nella Comunità Cristiana, nella Scuola?

 

Che Maria del Carmelo riprenda possesso dei luoghi e delle persone;

doni capacità, competenza ed energia

per ricostruire Bellezza dove si è persa;

per inventare e costruire Bellezza dove ancora non c’è,

per un Futuro degno di Dio e dell’Uomo.

Concerto di Maggio 2018

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Alle famiglie dei ragazzi che frequentano l’Iniziazione alla Vita Cristiana

Parrocchia Ss.Filippo e Giacomo

Piazza G.Marconi, 28.31 Tel. e Fax 0761\477144

don Lamberto Di Francesco 339 2353031

01019 Vetralla

E-mail parrocchia.sfeg@gmail.com(posta parrocchiale)

donlambertodifrancesco@gmail.com (posta personale)

www.sfeg.it

APPSFEG.IT

PEC: postmaster@pec.sfeg.it

 

Vetralla Maggio 2018

Alle famiglie

dei ragazzi che frequentano l’Iniziazione alla Vita Cristiana

presso la Parrocchia Ss. Filippo e Giacomo

………………………………………………

 

Carissimi,

 

nell’anno 2017 , nel mese di maggio, i nostri ragazzi hanno partecipato e realizzato la bella Mostra sul Bullismo; questo anno vi proponiamo il Convegno intitolato: “Mamma e Papà … posso parlarvi stasera?”

Quella realizzazione fu dovuta all’impegno di tutte le nostre famiglie ed alla eccezionale collaborazione tra gli Istituti  Piazza Marconi, Andrea Scriattoli,  il Personale della Stazione Carabinieri, la ASL Vetralla, i Servizi Sociali del Comune di Vetralla e la Parrocchia Ss. Filippo e Giacomo.

 

Anche questo anno vi proponiamo una realizzazione particolarmente interessante:

 

Convegno

“Mamma e Papà, posso parlarvi stasera?” .

 

il 21 maggio, alle ore 16,00

presso la Sala del Centro Giovanile Ss. Filippo e Giacomo,

piazza Franciosoni, 13, Vetralla.

 

E’ davvero importante, viste le difficoltà educative interne ed esterne alla famiglia, poter ascoltare e partecipare.

Sentire che non siamo soli attraverso la solidarietà di molte famiglie e la collaborazione che si sta realizzando tra le varie agenzie educative per percorrere “un’altra strada!”

La Animazione del Pomeriggio – Convegno sarà realizzata

a cura del C.E.I.S. di Viterbo.

La riunione è stata promossa, per realizzare davvero una Comunità Educante, anche questo anno, da:

Istituto Piazza Marconi, Istituto Andrea Scriattoli,  Personale della Stazione Carabinieri, ASL Vetralla, Servizi Sociali del Comune di Vetralla,  Parrocchia Ss. Filippo e Giacomo che parteciperanno al Convegno.

Sarà una occasione favorevole per suggerire reciprocamente  mezzi per  rendere migliore la vita dei nostri ragazzi e delle nostre famiglie e perché la nostra vita sia vissuta con migliore serenità.

 

La riunione sarà preceduta nei giorni Sabato 19, Domenica 20 dalla diffusione di materiale di Avvisi – Inviti, presso un gazebo, in piazza Marconi, davanti alla chiesa S. Antonio Abate.

 

Chiedo che tutti noi siamo presenti,

ma anche di comunicare questo invito ai nostri conoscenti.

E’ possibile che qualcuno ci possa rispondere: ”Mi piacerebbe. E’ una cosa bella, ma io non ho tempo!”.

Un po’ scherzosamente, un po’ seriamente, ce la sentiamo di suggerire: “Cerca di trovarlo. Sarà importante, e sarà bello!”.

Abbiamo fiducia: se, insieme, ci impegneremo“qualcosa cambierà”, comincia ad esserci un’Educante Comunità.

 

Vi è la possibilità che le Catechiste siano presenti per la vigilanza sui ragazzi che i genitori dovessero portare con sé (Nella Sala al piano superiore).

 

 

 

Non mi sento di dar consigli, figuriamoci ordini. Mi sento di procurare attenzione alla Parola di Dio.

Non mi sento di dar consigli, figuriamoci ordini.

Mi sento di procurare attenzione alla Parola di Dio.

 

Dagli atti degli apostoli

Gesù si mostrò a essi vivo con molte prove

Parlando delle cose riguardantiil Regno di Dio.

“Non spetta a voi conoscere tempi o momenti

Di me saretetestimoni “.

Uomini, perché state a guardare il cielo?”.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni.4, 1-13

Con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità

conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.

Un solo corpo e un solo spirito, Un solo Dio e Padre di tutti.

“Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri”.

Ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri,

Fino all’Uomo Perfetto,

Fino alla pienezza di Cristo.

Dal vangelo secondo Marco 16, 15-20

«Andate

Proclamate il Vangelo

Ad Ogni Creatura.

Chi crederà sarà battezzato sarà salvato.

Il Signore  confermava la Parola con i segni.

 

Se non ci sono segni manca la Parola Annunciata – Proclamata – Ascoltata

 

«Uomini, perché state a guardare il cielo?

Il traguardo: non è il Paradiso, ma il Regno di Dio, l’Uomo perfetto, la Pienezza di Cristo.

La strada:non è la solita strada suggerita da criteri e convenienze umani.

Per un’altra strada: quella dei Magi, diversa da quella di Erode,quella del Vangelo: “Va’ dietro a me”.

Mamma e Papà, vi posso parlare stasera?

Il Dialogo, il Linguaggio:             da strada – da “mondo”

da “un’altra strada” – da strada del “Vangelo di Gesù”

Dove non conta quanto una cosa che si fa sia “Utile”.

Conta quanto una cosa che si fa sia “Bella”.

 

6 maggio 2018 Domenica VI Pasqua

6 maggio 2018 Domenica VI Pasqua

“Mamma e Papà … per un’altra strada!”

“Mi tiene per mano … uno che va a Messa”

La strada educativa percorsa non va bene? In molti lo diciamo.

Diamoci da fare per percorrere un’altra strada.

I nostri figli non hanno bisogno: “Mamma e papà: non fatemi i compiti.Non mi date sempre ragione davanti agli altri. Fatemi lavorare, fatemi faticare un po’…”.

 

I nostri figli hanno bisogno: “Mamma e papà: insegnatemi il perdono, insegnatemi la gratitudine. Parlatemi di Dio, Educatemi alla tenerezza”. 

 

Nelle Letture della Messa si dice:«Àlzati: anche io sono un uomo!» e, insieme: “Non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi”.

Chi siamo noi e chi è “Dio con noi” lo dicano i figli al babbo e alla mamma. Lo dicano babbo e mamma ai figli. Di cosa hanno bisogno questi figli? Di noi, di voi, di Dio e “Che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi”.

L’amore vero non è fatto di paragoni e confronti, non ha misure.

Misura è solo la “Gioia” che ne deriva: “Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena”.

Hanno doni. Aiutiamoli ad usarli: i piedi e le mani, il lavoro e l’impegno. Non mi piace la vostra sofferenza o la vostra fatica: mi piace insegnare a creare e costruire la vita! Basta con inutili e dannose concessioni per compensare insoddisfazioni nostre. Testimoniamo cosa è Libertà e come si usa!

“Vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga”: Questa “nuova altra strada”non può essere percorsa da soli: non ci si fa.  Solo “Insieme”.

Chiedo quasi una elemosina: continuate questi giorni. Collaborate, donate un tempo, donate una parola, suggerite uno slogan per sentirvi coinvolti in questo progetto, per coinvolgere altri.

Soprattutto: non tradite i vostri figli con unaFesta.

Fate che la loro e la nostra vita sia Festa.

I vostri figli hanno bisogno di protezione; non di avvocati difensori nell’errore.

Insegnate a loro la Bellezzadi dire:

Mi piace, mi interessa, mi preme, mi entusiasma. Ci sono!”

Per cosa? Scelte educative. Non scaricate i figli davanti alla chiesa: accompagnateli! Siate presenti! Così fate Lunedì 21. Non avete tempo? Neanche io! Troviamolo!

 

19,20 e 21 Maggio 2018 (-30) ‘qualcosa cambierà’….

29 aprile 2018 – V DOMENICA DI PASQUA B

29 aprile 2018 – V DOMENICA DI PASQUA B

La Pace nella Verità

Il brano di Atti degli Apostoli che leggiamo riferisce: “ la Chiesa era in pace”.

Quale pace …  se i Cristiani “avevano paura” di Paolo, e i Giudei, addirittura, “tentavano di ucciderlo per l’efficacia della sua predicazione”?

In quella situazione di persecuzione, la Chiesa “cresceva di numero, si consolidava e camminava nel timore del Signore con il conforto dello Spirito Santo”.

La Sacra Scrittura oggi è pressante: “Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità …”.

E ancora: “Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa”. Se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, dobbiamo avere fiducia in Dio”.

Andiamo al di là delle nostre sensazioni: non siamo noi che facciamo crescere la Chiesa e la Fede:       “Io sono la vite, voi i tralci.

Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore”.

Forse il tempo che stiamo attraversando è quello della potatura: “Ogni tralcio lo pota perché porti più frutto”. Io mi sento oggi davvero potato. E mi auguro che tutti “Voi siate già puri, a causa della parola”… quella parola di Gesù che conforta e consola:  “Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto”.

Bisogna, però, conoscerla la Parola perché rimanga in noi.

Cosa chiedere? “Che portiamo molto frutto e diveniamo suoi discepoli”.

Preghiamo perché il Signore completi la sua opera. Perdoni, il Signore, noi quando non sappiamo fare altro che strumentalizzare la Parola di Dio a servizio del nostro buon apparire di fronte agli uomini.

Importante è che “ crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri”, e mettiamo gli altri in condizione di amare Dio e noi stessi “secondo il precetto che ci ha dato”. Così qualunque cosa chiederemo, la riceveremo da lui”, a condizione che “osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito”.

Giunga una nuova era apostolica

nella quale  la Parola di Dio divenga, in noi, Opera e Verità.

 

E’ il mese di Maggio: Quale frutto vorremmo in questo mese?

Incoraggiare molti genitori, aiutarli a divenire protagonisti nella educazione umana e cristiana rinunciando a difendere i figli nelle loro disavventure educative; proteggendoli, invece, collaboriamo con loro nel progettare e realizzare traguardi per il Regno di Dio.

 

2 Maggio, ore 17,30: Esposizione dello Stendardo dei Ss. Filippo e Giacomo titolari e protettori della Comunità Parrocchiale.

ore 18,00: S. Messa

ore 18,30: Riunione per terminare la programmazione del mese di maggio, il manifesto, la lettera alla Comunità parrocchiale, l’organizzazione di tutte le manifestazioni.

Ricordare nei giorni 19-20-21 la sensibilizzazione sull’argomento: Mamma e Papà vi posso parlare stasera?!

 

22 APRILE 2018  IV DOMENICA DI PASQUA – ANNO B

22 APRILE 2018  IV DOMENICA DI PASQUA – ANNO B

 

Carissimi,

  1. Quando, da Testimoni della Parola di Dio, vediamo che la nostra opera non viene accolta, ricordiamo la Parola di Gesù: il mondo non ci conosce perché non ha conosciuto Gesù stesso.
  2. E, se scoraggiati del presente, domandiamo come sarà la nostra esistenza nella gloria di Dio,Gesù ricorda che “noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo, però, che noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è”.
    E come è?

«Io sono il “Buon Pastore”.Non un “pastore buono”!

E quale è la differenza delle due espressioni?

  1. Il “Buon Pastore”: la sua bontà è caratteristica del suo “essere”, non del suo modo di comportarsi, tanto che il Buon Pastoreè capace di mettere tutta la sua vita a disposizione delle pecore.

Il Buon Pastoreconosce le pecore una per una: conosco le mie pecoree le mie pecore conoscono me”.

  1. b.  Il “pastore buono”, invece,si comporta come un operaio che sta “a giornata”: non è pastore; a lui le pecore non appartengono, sta lì solo per un guadagno personale,  per convenienze e, se vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; è un pastore a giornata e non gli importa delle pecore. Non gli interessa la Bellezza del donare Bellezza.

 

Mettiamoci alla ricerca del “Buon Pastore”

non del Pastore che qualcuno definisce buono.

  1. Il Buon Pastore ha un senso missionario della sua missione: “E ho altre pecoreche non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore”.

Prima il Pastore le guida, poi loro ascoltano: non è un ricatto, né un do ut des. Hanno accolto,  io le ascolto.

Per questo il Padre mi ama: perché io dono da me stesso la mia vita.

Nessuno me la toglie… sono io che “mi piace” donare.

  1. Dobbiamo sentirci in grado di annunciare a tutti: «Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre, nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, crocifisso, e che Dio ha risuscitato dai morti, per essere chiamati figli di Dio,e lo siamo realmente!

Solo in Gesù e in nessun altro c’è salvezza .Questo Gesù è la pietra, scartata da voi, che vi credete costruttori, che è diventata la Prima Pietra».

 

19-20-21 Maggio: Mamma e papà, vi posso parlare stasera?

 

Per essere Buona, che sia Bella

Risorti con Cristo per mezzo del Battesimo,

narriamo a tutti le meraviglie del Signore.

Allontanando dalle coscienze tutti i condizionamenti, provenienti dall’essere fatti di terra,

costituiamo, insieme, il Popolo del Signore.

Per noi, per il nostro essere fragili, Lui ha amato fino a donare la Vita.

Non la morte … la Vita.

Noi Cristiani, riusciamo, talvolta o spesso, a offrire le nostre membra, con generosità, a Dio e ai fratelli.

Ci gloriamo per questo?

Sì, sapendo che la nostra gloria viene dal Signore.

Ecco: la Resurrezione di Cristo si avvera (accade) ancora:

nella carne nostra e in quella dei fratelli sperimentiamo ed attuiamo ancora la Morte del Signore, e, nella stessa carne, attuiamo la Risurrezione.

“Bella Pasqua” è l’augurio.

“Bella”, perché soltanto “Buona” sarebbe troppo poco … e saprebbe di consuetudine, di abitudine.

Cosa che tutti fanno; parole che tutti dicono.

E non smuovono il mondo.

Bella perché così, diversa, nuova, entusiasmante, anche appaia davanti agli Uomini ed al Creato:

che glorifichino le nostre opere buone e, in esse, glorifichino il Padre che ha mandato per compierle.

E’ Sogno?

Sì, realizzabile.

E’ Utopia?

Sì, quella di Papa Francesco: che si avvera ogni istante nella nostra carne, quando facciamo memoria della Carne nella quale si è reso presente a noi il Figlio, Parola di Dio.

Stiamo spendendo la Vita

per annunciare una Utopia Realizzabile ed , in parte, realizzata …

per rendere Visibile un Sogno, appena intravisto …

Che sia non più personale,

il Sogno del Popolo di Dio: realizzare ed attuare la Gloria della Libertà dei Figli di Dio.

La Resurrezione di Gesù Cristo è la nostra Un “Cuore Grande”: Camminare per “un’altra strada”

La Resurrezione di Gesù Cristo è la nostra

Un “Cuore Grande”: Camminare per “un’altra strada”

 

Carissimi,

la Speranza Cristiana, quella Affidabile, è di partecipare alla Libertà  della Gloria dei Figli di Dio.

Noi Cristiani, abbiamo la gioia di volgere la direzione degli impegni umani non verso la strada di Erode, ma in un’altra strada. La Scrittura ci ricorda che “Il mondo creato è in ansiosa aspettativa della manifestazione dei Figli di Dio” e che  “Tutto il Creato geme e soffre oggi come nelle doglie del parto”.

 

Siamo chiamati, come cristiani, a collaborare affinché questo Uomo, creato da Dio a sua immagine, torni ad esserlo; rinasca e risorga.

Ripeto: a questo la Parola di Dio chiama, me e voi, e tutto il Creato.

A tutto si estendono la Redenzione e la Resurrezione, anche ai valori materiali: gli sforzi per strappare i segreti dell’universo materiale assumono valore di eternità.

Avere ideali, impegnarci per realizzarli, affidarli ai fratelli, ai prossimi: Colui che Risorge, il Vivente, ci chiama alla Resurrezione.

Non dite che sono solo parole e chiacchiere: se dite così vuol dire che non credete, non a me, ma a Cristo.

Non agiamo come “profeti di sventura” (in questo ripeto Papa Giovanni XXIII).

I primi cristiani avevano ferma questa speranza.

E’ vero che, a poco a poco, nel tempo, questa speranza si è affievolita,  ha cessato di animare concretamente l’attesa della maggior parte dei cristiani; ci siamo abituati a non considerare altro al di fuori di quello che chiamiamo “la salvezza della anima nostra” (da allora molti hanno cominciato soltanto a pensare ai propri interessi), dimenticandoci che questa salvezza non è che una parte di un tutto”.

Rimaniamo fermi nella speranza di svincolarci dalla oppressione della schiavitù che tiene legati a categorie umane e riusciremo a liberare la mente e il cuore per percorrere la strada della Libertà e della Coerenza con la Parola di Dio.

 

Tanti che si dicono cristiani e maestri di fede testimoniano il contrario.

Troppi compromessi accettiamo, troppe violazioni della libertà: facciamo, così, strada ai profittatori delle nostre coscienze, prima che profittatori dei nostri corpi.

 

Scrolliamoci di dosso Abitudini – Consuetudini – Sottomissioni che legano e opprimono il desiderio di una Redenzione liberante.

Io ho un Sogno (ripeto Martin Luther King), ho l’Utopia (e qui ripeto Papa Francesco) che un giorno, non lontano, accoglieremo la Parola di Gesù Risorto e che, quel  giorno, vivremo, non per mezzo di vergognose convenienze umane, ma secondo  la Libertà e la Gloria dei Figli di Dio.

 

Auguri di una “Bella Pasqua”

Ss. Messe: Veglia Pasquale ore 22,15

Domenica di Pasqua: 8,15-10,45-11,45

Lunedì: 8,30

 

Concerto di Pasqua 2018

18-03-2018 Domenica V di Quaresima B

Domenica V di Quaresima B

Un cuore grande: averlo o esserlo?!

 

Dio chiamò Israele suo Popolo, ma essi infransero questa Alleanza.

Dio promise una nuova Alleanza donando una Legge scritta sul cuore e confermò di voler essere il Dio del suo Popolo.

Quella promessa ora si è avverata: Gesù Cristo divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che in lui avrebbero avuto fiducia.

 

Il nostro ideale di seguire Gesù, nostra Salvezza, si può realizzare:

  1. Verso Dio: con un dialogo amorevole con lui.
  2. Verso l’uomo: Gesù ci ha coinvolti nell’avventura della fede:

siamo chiamati a coinvolgere altri nella stessa avventura vitale.

Il Vangelo di oggi dice: “Se il chicco di grano non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”.

Se amiamo la nostra vita, sacrificandone ogni altra, la perderemo. Se, invece, ci alleniamo ad accogliere e donare, la nostra vita si perpetuerà nei figli, negli amici, nei vicini, nei prossimi.

 

Parlare, cuore a cuore, non è sempre facile nemmeno al Figlio, al Padre, alla Madre, al Fratello alla Sorella … Ho chiesto ai ragazzi di invitare i genitori ad una maggiore partecipazione alla vita della Parrocchia. Poi ho domandato: Che vi hanno risposto?

Risposte di entusiasmo tardano a venire.

 

Non scoraggiamoci. Anche Gesù dice: Adesso l’anima mia è turbata».

Quando il cuore è capace di aprirsi, si apre anche la bocca, il parlare, il gestire: il deserto scompare.

Perché siamo Padre, Madre, Figlio? Perché sono Sacerdote?

Perché sono Figlio se non per parlare con mio Padre?

Perché sono Padre se non per parlare con mio Figlio?

 

Quando, poi, riusciamo a parlarci, cuore a cuore, sembra proprio che «Un angelo ci abbia parlato».

Il nostro cuore, in quei momenti, si accorge di essere un cuore grande.

 

Vorremmo, anche, trovare qualcuno a cui poter dire: ”Vogliamo vedere Gesù”.

Dice Gesù: «Questo invito non è venuto per me, ma per voi”: nessuno, come cristiano, può dire: “Non mi riguarda”.

Abbiamo bisogno di Adulti, Genitori, Sacerdoti, Catechisti dal cuore grande.

Genitori che parlino ai bambini, bambini che parlino ai genitori.

 

E’ bene che doniamo onore alla parola che sgorga dal nostro cuore.

E’ bene che doniamo onore per la parola che sgorga dal cuore di chi vuole il bene.

 

Ed in pratica:

cerchiamo persone e famiglie capaci di dire: siamo disponibili, troveremo un po’ di tempo per imparare, per insegnare, per educare noi e gli altri a camminare “per un’altra strada”.

Cerchiamo persone capaci di dire: “Posso, voglio provarci … ci provo”.

Avvisi:

Domenica delle Palme e di Pasqua, Ss. Messe: 8,15 – 10,45 -11,45

Sabato delle Palme, dopo la Messa: Concerto di Pasqua

 

GrEst – Cerchiamo Adulti disposti ad AIUTARCI!!!!

11  MARZO 2018 IV DOMENICA DI QUARESIMA – LAETARE – ANNO B

11  MARZO 2018 IV DOMENICA DI QUARESIMA – LAETARE – ANNO B

 

La Parola di Dio, oggi, chiede di “Rallegrarci”.

 

Rendiamo visibile la Bellezza di Gesù, il Figlio dell’uomo, innalzato sulla Croce.

 

A.   Quale per noi il significato della parola di Dio, che in mezzo a noi ancora si fa “Carne”?

 

1.    Dalle Sacre Scritture impariamo che chi non crede nel nome di Gesù Figlio di Dio è condannato perché la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce.

Sacerdoti e popolo, nelle nostre infedeltà, disprezziamo le parole dei messaggeri di Dio e li scherniamo.

Abbiamo smarrito la strada: “Perciò io vi dico: a voi sarà tolto  il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti”(Matteo 21,43).

 

2.    Nella Storia:

Della Bellezza si è perso il significato e la si è coscientemente distrutta. Nel distruggere Bellezza distruggiamo anche il Cristianesimo. Inchiodati sul rispetto dell’etica e della morale, cerchiamo di fare il bene, ma una Chiesa brava non attira nessuno, perché è solo una Chiesa bella che fa innamorare.

Abbiamo una Chiesa intraprendente, stanca per quanto bene realizza, che però non affascina nessuno e dietro la quale non si incammina nessuno. Siamo bravi, ma nessuno ci vuole seguire.

 

Come i prigionieri di Israele, la Comunità Parrocchiale, dalla Sacra Scrittura tragga la preghiera: “Lungo i fiumi di Babilonia, là sedevamo e piangevamo ricordandoci della Città di Dio.

Si vuole che il nostro cuore canti: «Cantateci canti di Sion!».

La risposta che oggi possiamo dare: Come cantare i canti del Signore in terra straniera?”.

B. Come, dunque, possiamo realizzare, oggi, qui, Bellezza? Impossibile agli uomini, possibile a Dio.

 

1.    Le Sacre Scritture nell’Epifania ci hanno chiesto di tornare a casa per un’altra strada. Stiamo provando a farlo sapendo che Dio irrompe nella Storia anche violentemente e manifesta la sua Parola come un giorno “nell’anno primo di Ciro, re di Persia,, il Signore suscitò lo spirito di Ciro, re di Persia”.

Ciro re dei Caldei, estraneo a Israele e alla Parola di Dio, quella ufficiale, diviene il mezzo della Presenza della Parola che si fa Carne già nell’Antico Israele, nella Storia che tutta è Sacra, e che, rifiutata dai figli, è costruita da estranei più vicini dei figli.

Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo. Per grazia siamo salvati mediante la fede.

Questa salvezza non viene dalle nostre opere, ma è dono di Dio che mandò premurosamente e incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirci, perché aveva compassione di noi, suo popolo.

Dio vuole che nessuno di noi vada perduto, ma abbia la vita eterna.

 

2.    Dalla Storia:

E se sapessimo leggere la Storia come Storia Sacra ben altre imprese troveremmo della presenza di Dio nella Storia.

Oggi, dalla Parola di Dio,  che si è fatta carne per noi nel Concilio Vaticano II°, abbiamo iniziato la conversione di tutto il Creato.

“Si tratta di portare la fede alla sua piena identità, togliendo dalla Fede ciò che solo apparentemente è fede, ma, in verità è convenzione e abitudine”.

Questo compito e questa vocazione abbiamo volentieri accolto dalla Parola e vi stiamo lavorando, ci stiamo impegnando per sognare un mondo diverso e migliore.

A questa “Utopia”, con Papa Francesco, noi crediamo. Insieme con lui la rendiamo credibilmente reale.

Nelle scelte che la Comunità Parrocchiale sta compiendo tutto questo irrompe nella nostra vita.

Come un tempo l’imperatore Ciro, così oggi ogni persona amante della Verità e della Giustizia collabori alla venuta del Regno.

“Comunità Educante” a Vetralla:  un lungo cammino

“Comunità Educante” a Vetralla:  un lungo cammino

 

Dall’intervento di S. E. Mons. Lorenzo Chiarinelli, Vescovo di Viterbo,  a “Tutti insieme per Deborah”, Scuola Primaria di Vetralla, del 10-5-2006, con il tema “La formazione del cuore”, ad oggi, gli Istituti comprensivi Piazza Marconi e Andrea Scriattoli, la Stazione Carabinieri di Vetralla, i Servizi Sociali del Comune, la ASL, la Parrocchia Ss. Filippo e Giacomo ormai collaborano e costituiscono una vera “Comunità Educante”: se ne vede  e costata il giovamento.

Un momento di questo impegno educativo è stato il Convegno  “Noi, i social e l’educazione”. Svoltosi l’8 marzo, il convegno, organizzato dal nostro Istituto “Piazza Marconi”, diretto ed introdotto dal Dottor Roberto Santoni, svolto in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Andrea Scriattoli” e il Centro Territoriale di Supporto “Alceo Selvi”, sui rapporti tra social ed educazione, ha visto grande interesse e partecipazione di pubblico.

Don Lamberto, della Parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo, ha sottolineato, in apertura, l’importanza di un’attenta e vigile collaborazione tra scuola, famiglie, parrocchie, istituzioni del territorio (Asl, Carabinieri) per costruire un’autentica comunità educante: soltanto se si dialoga e ci si confronta tutti insieme è possibile costituire dei punti di riferimento per i nostri giovani.

Il prof. Adelmo Frateiacci ha tracciato un quadro statistico sull’utilizzo dei social e degli smartphone (ormai i computers stanno per essere tristemente superati) da parte dei ragazzi, dalle scuole primarie in poi.

Gli aspetti penali legati all’utilizzo dei social (Facebook, Twitter…) sono stati messi in luce dall’avvocato Federica Brugoni  che ha evidenziato come un utilizzo troppo disinvolto, un copia-e-incolla facile, può trasformarsi in un reato e, anche dietro lo schermo di un pc, bisogna tener conto del rispetto per gli altri e delle norme basilari di sicurezza.

Per il Centro Territoriale di Supporto il prof. Ugo Longo ha affrontato gli aspetti più propriamente educativi dell’utilizzo dei social da parte dei ragazzi. Non si tratta soltanto di una perdita di contatto diretto e di rapporti con gli altri, che vengono veicolati attraverso uno schermo blu, ma – soprattutto – di valutare le pesanti conseguenze di modifica antropologica del modo di pensare. L’attitudine ad apparire, l’insostenibile bisogno di ammirazione (dal libro di Pietropolli Charmet), ci conducono al pensiero unico, alla rinuncia a pensare criticamente. La scuola deve attrezzarsi per fornire metodi e risposte attraverso un uso consapevole (dei benefici e dei rischi) della rete.

Una decisa critica all’uso sconsiderato di whatsapp (e simili) è giunta dall’insegnante Alessandra Bagnaia che ha messo bene in evidenza come molte volte i genitori tendano a sostituirsi ai propri figli nella conduzione delle attività scolastiche – soprattutto nei compiti a casa – determinando una deresponsabilizzazione e una riduzione delle capacità di autonomia dei bambini e dei ragazzi.

La prof. Silvia Raule ha posto l’accento sugli aspetti positivi che l’innovazione didattica, con le nuove tecnologie, può portare in classe. Il Piano Nazionale Scuola Digitale indica le forme di collaborazione che possono essere attivate in classe e quanto i nuovi mezzi di comunicazione, possono rivelarsi utili in tutti i casi di alunni con difficoltà di apprendimento.

I lavori sono stati coordinati dall’insegnante Paola Giannini che si è avvalsa della collaborazione dei teams digitali dei due Istituti.

13 marzo 2018 ore 16.30 – Tutti uniti contro la violenza di genere – Aula Magna ICS ‘G. Marconi ‘ – Vetralla

8 Marzo 2018 – ore 16.30 – Aula Magna Scuola Primaria di Vetralla – P.zza Marconi ,37 – Vetralla

leggi locandina

Locandina convegno 8marzo2018

25 febbraio 2018 II DOMENICA DI QUARESIMA B

25 febbraio 2018 II DOMENICA DI QUARESIMA B

 

Un dialogo, per noi sorprendente, tra Dio ed Abramo:

«Abramo!». «Prendi, va’… dammi tuo figlio…». «Eccomi!».

Subito, la spiegazione della volontà del Dio di Abramo: « Ho conosciuto il tuo cuore! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito.

Non stendere la mano contro il ragazzo! ».

Nella Sacra Scrittura, pur tra tante infedeltà, il dialogo tra Dio e l’uomo è sempre vivacemente presente. E Dio parla, sempre amorevole, anche all’uomo che confonde i lineamenti di Dio con quelli dell’uomo. Talvolta pensiamo a Dio come uno che abbia anche i difetti dell’uomo: gelosie, invidie, rivalità, concorrenza.

E Dio dice ad Abramo e a noi: “Ma che hai capito?”

Abramo, allora comprende e risponde. Finalmente felice: “Tu, sei il mio Dio!”.

 

Dio non ha i nostri vizi… nemmeno le nostre virtù. Dio “è”, non “ha”.

Dio colma di benedizioni “come le stelle del cielo e come la sabbia del mare”.

Benedice me; dona a me la capacità di benedire.

Dio è colui che giustifica! Il suo mestiere non è quello di giudicare e condannare.

 

Dio è il Dono, l’Amore; è per noi, è con noi, in noi.

Egli non ha risparmiato il Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi; e Cristo Gesù è “morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi”!

Chi è capace di parlare e agire come parla e agisce Dio?

Se non siamo già capaci di farlo, ce la sentiamo di cercare di imparare?

A scuola da chi? Da Gesù Cristo; e da chiunque vuole rimanere alla sua scuola.

Pietro, come una volta Abramo, solo lui, ha compreso; ha imparato; tanto che non può fare altro che esclamare:

“Rabbì, è bello per noi essere qui!”

Facciamo qui, di questa chiesa, che abbiamo ricostruita così bella e raccolta, un luogo di sosta e di riposo per il cuore.

Che succeda, questo, anche alla nostra Messa!

Una prima osservazione: Personalmente, preferisco la nostra chiesa e la nostra Messa a tutte le altre e un po’, almeno un po’, non sono d’accordo con chi si mette a lodare altre esperienze di fede e non sa magnificare le nostre.

Una seconda osservazione: forse, non so nemmeno ciò che dico, ma spero di aver sempre annunciato a voi: «Ascoltatelo! Questi è il Figlio del Padre. Il Santo Spirito ci aiuta a comprendere».

E, con queste convinzioni, riuscire a non seguire alcun uomo; non raccontare tanto nostre esperienze, ciò che noi abbiamo conosciuto, ed invece annunciare il Figlio dell’Uomo, Risorto dai morti, “il Vivente”.

Al contrario dei Discepoli, come gli Apostoli, dobbiamo farlo:

Raccontare, narrare è il nostro mestiere.

 

Avvisi:
Per un’altra strada

Coinvolgimento degli Adulti

1 marzo, ore 16,30, presso la scuola elementare, Noi e i Social

7 marzo ore 18,00: Noi come cittadini, Noi come Popolo

9-10 Marzo, in chiesa: 24 ore per il Signore.

 

18 febbraio 2018 – I DOMENICA DI QUARESIMA – B

Linguaggio Quaresimale

“Facciamo qui tre tende”

Meditare: pensare con amore

La bellezza del Silenzio

Avere una chiesa ordinata, raccolta, curata è davvero entrare in una casa invitante

Una Messa preparata bene

Quanto sono stato bene

Dopo la Messa: è passata un’ora e non me ne sono nemmeno accorto

E’ stato piacevole stare insieme

Mi viene voglia di ritornare, di esserci sempre, di stare qui

 

Avere una strada pulita rende bello la città e l’ambiente

Tutto è ordinato: stiamo osservando le regole del traffico

 

Quaresima: attesa e fiducia

Pasqua: oggi è un giorno diverso. La Festa siamo noi!

 

Salmi che confortano

Gli Apostoli non andavano a cercarsi sofferenze

ma  Predicazione e Annuncio del Regno.

La Parola di Dio è la nostra Salvezza.

Il Signore viene, adesso, subito;

per me, per noi, oggi e qui.

Vieni, Signore Gesù!

 

18 febbraio 2018 – I DOMENICA DI QUARESIMA – B

Per un’altra strada (Mt 2)

Convertitevi, Credete al Vangelo.

Non di pane, ma di Parola.

  1. C’è Alleanza tra il Dio annunciato da Gesù Cristo e noi:

Dal libro della Gènesi 9,8-15

Dio disse: “Io stabilisco la mia alleanza con voi, con ogni essere vivente che è con voi; il diluvio non devasterà più la terra».

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo  3,18-22:
L’Alleanza è anche con voi che un tempo avevate rifiutato di credere: per l’acqua del battesimo che non porta via la sporcizia del corpo, ma è invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, per mezzo della risurrezione di Gesù Cristo.

  1. Il nemico dell’Alleanza è rimasto sconfitto:

Dal Vangelo secondo Marco 1,12-15:

Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto per quaranta giorni, tentato da Satana.

Gesù, proclamando il Vangelo di Dio, diceva:

«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino (è qui);

convertitevi e credete nel Vangelo».

  1. La Vita Cristiana serve a dimostrare che la conversione è vera e serve necessariamente per realizzare il Regno. Siamo quindi chiamati alla

preghiera, al digiuno, alle opere buone..

Preghiera:

Buono e retto è il Signore, indica ai peccatori la via giusta;

guida i poveri secondo giustizia; insegna ai poveri la sua via.

Dio, disponi i nostri cuori all’ascolto della tua parola,

perché si compia in noi la vera conversione.

Ricòrdati di me nella tua misericordia, per la tua bontà, Signore.

***********************************

Avviso importante:

“24 ore per il Signore”

E’ un invito da parte di Papa Francesco

per celebrare il Sacramento della Riconciliazione, la Proclamazione della Parola, l’Adorazione Eucaristica.

venerdì 9 e sabato 10 marzo

Salmo 130,4 «Presso di te è il perdono»Attendiamo adesioni per i diversi orari. Anche via E Mail.

 

Ringraziando per la Preghiera e l’Amore fraterno, chiedo scusa delle mie assenze di questi giorni….

Ringraziando per la Preghiera e l’Amore fraterno,

chiedo scusa delle mie assenze di questi giorni

e ricordo, dal Calendario 2018:

 

Sabato 10 febbraio 2018:

Benedizione delle famiglie: con Prenotazioni 0761 477144 \ 3392353031

Offertorio: Il dono della Famiglia, le Palme d’ulivo della Pasqua 2017

 

Domenica 11 febbraio 2018

Benedizione delle famiglie: con Prenotazioni 0761 477144 \ 3392353031

Offertorio: Il dono della Famiglia, i rami d’ulivo della Pasqua 2017

Dal 1992: Giornata Mondiale del Malato Salterio II Settimana

 

Lunedì 12 febbraio 2018:

Catechismo Ragazzi: Appuntamento Mercoledì in chiesa ore 15,30

Adulti: Rito e Vita Cristiana

 

Mercoledì 14 febbraio 2018:

Cenere e Conversione: ore 15,30: Ragazzi e genitori.

ore 16,15: I° Anno di Iniziazione Cristiana. !7,00: S. Messa

Preghiera per i fidanzati.

 

e nella occasione di S. Valentino:

Auguri a tutti gli innamorati.

(Nella speranza che lo possiamo essere tutti).

Preghiera per tutti i Fidanzati e i Giovani Sposi.

don Lamberto

04 febbraio 2018 V DOMENICA T. O. B

domenica 04 febbraio 2018 V DOMENICA T. O. B

Guai a me se non annuncio il Vangelo

e annuncio me stesso.

“Parola di Dio” si può e si deve dire di tutto il “Libro”; di ogni libro; di ogni parola di ogni libro della Parola di Dio.

È bello cantare inni al nostro Dio, è dolce innalzare la lode.

Il professore di Greco, ogni volta che presentava un autore, anche minimo, di lui diceva: “Questo è il più grande ecc. ecc.”. Tutti erano “il più grande”. Ma ci sarà mai qualcuno “più grande” di tutti questi “più grande”?

Si faccia la stessa cosa di “Parola di Dio”: di ogni libro e di ogni parola di ogni libro.

Così dei testi delle letture di questa settimana: potete trovarmi nelle letterature, prima di questo scritto, testi umani che manifestino simili, anche se non uguali, pensieri?

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 9,16-19.22-23:
Fratelli, annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo!

Se, poi, lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato.

Qual è dunque la mia ricompensa?

Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo. Tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io.

E non posso mettere il mio cervello, debole sempre, talvolta, purtroppo, perverso, al posto del Vangelo o usare e strumentalizzare il Vangelo a servizio del “mio” cervello.
Quando cerco di mettere in luce “il mio” Vangelo, piuttosto che il Vangelo “di Gesù Cristo”, è giusto che notti di affanno mi siano assegnate.

Non io:

E’ il Signore che ricostruisce e raduna.

Egli conta il numero delle stelle e chiama ciascuna per nome. (Il Signore ci conosce e ci chiama per nome: vedi il Catechismo dei fanciulli – libro copertina verde – A me, a te conosce e chiama ciascuno per nome).

Risanaci, Signore, Dio della vita: O Dio: ti accosti alla sofferenza di tutti gli uomini e li unisci alla Pasqua del tuo Figlio; rendici puri e forti nelle prove, perché impariamo a condividere con i fratelli il mistero del dolore, illuminati di Speranza.

Dal libro di Giobbe 7,1-4.6-7:

Giobbe parlò e disse: «L’uomo non compie forse un duro servizio sulla terra? Come uno schiavo sospira l’ombra, così a me sono state assegnati mesi d’illusione e notti di affanno.

Se mi corico dico: “Quando mi alzerò?”. La notte si fa lunga e sono stanco di rigirarmi fino all’alba.

I miei giorni scorrono più veloci d’una spola, svaniscono senza un filo di speranza».

La soluzione è nella Parola:
Dal Vangelo secondo Marco 1,29-39

Tutta la città era riunita davanti alla porta per ascoltare Gesù Cristo.

Gesù si avvicinò alla suocera di Simone, prendendola per mano: la febbre la lasciò ed ella li serviva.

Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma i suoi insistettero:

«Tutti ti cercano!».

«Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea.

Oggi per noi va, viene nella Galilea di tutte le genti che siamo noi.

AVVISI:

7. Mercoledì: ore 18,00 S. Messa. Dopo la Messa riunione per la programmazione delle attività Pasquali.

Quaresima: Sabato e Domenica: all’Offertorio della Messa, offrire a Dio la vita familiare di un anno significata dal dono delle Palme d’olivo della Pasqua 2017, nell’attesa che con le Palme del 2018 benedica anche il prossimo anno.

Benedizione Pasquale delle famiglie e delle case: inizia la prenotazione.

Prendere accordi direttamente con don Lamberto anche per telefono a: 0761 477144 \ 339 2353031.

La Benedizione inizierà Mercoledì 14 febbraio al mattino dalle ore 10,00.

Domenica 28 gennaio 2018  IV DOMENICA T. O. B

domenica 28 gennaio 2018  IV DOMENICA T. O. B

Ascoltate, oggi, la voce del Signore.

 

  1. La Salvezza Promessa: «Il Signore, susciterà, per voi, un profeta. A lui darete ascolto. Gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà quanto io gli comanderò.

Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto.

Ma il profeta che avrà la presunzione di dire, in mio nome, una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri interessi, quel profeta dovrà morire”».

Non possiamo mentire in nome del Signore, travisare la sua parola, servircene per i nostri interessi;

rendere bella la Parola di Dio per poter dire:

“Come sono stato bravo … come sei stato bravo”.

Non si può usare la Parola per farci battere le mani,

in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.

È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo.

Non si può prendere in giro il Popolo di Dio nemmeno per far sembrare più bello il Vangelo e nemmeno per condizionare il Popolo di Dio a compiere necessariamente ciò che il predicatore pensa del Vangelo.

 

  1. La Salvezza Realizzata: Fratelli, proclamiamo la verità, testimoniamo la beatitudine: Cristo è l’unico maestro di sapienza; l’unico liberatore dalle potenze del male.
    Questo lo dico per il vostro bene. Io vorrei che voi foste senza preoccupazioni:

chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore;

chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, o al marito e si trova diviso!

Chi si sente diviso, però, non è detto che sia sbagliato; lo dico non per gettarvi un laccio, ma perché vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni.

 

  1. «Taci! Esci da lui!». Condizionamenti da dottrine umane che escano dal cuore dell’Uomo Credente. Violenze psicologiche e fisiche, dottrine economiche e politiche non sono proprie del Vangelo.

Appassionati, eppure tra-viati da queste dottrine, spendiamo il nostro cuore: ogni dottrina umana è costruita o a favore degli amici o a favore dei potenti. Nessuna di esse è esente da questo male.

Solo Parola di Dio è fedele all’Uomo.

Preghiamo perché impariamo ad essere stupiti  per l’unico insegnamento nuovo, quello di Gesù, dato con autorità.

 

Una preghiera per la zia Silvia. Funerale oggi alle ore 15,00

 

AVVISO

Oggi 27 gennaio 2018 è venuta a mancare la Zia di don Lamberto

I funerali si svolgeranno domenica 28 alle ore 15.00 presso la chiesa parrocchiale di S. Antonio Abate in Vetralla, Piazza G. Marconi 31 .

 

2018-1-14 Domenica II T.O. b

2018-1-14 Domenica II T.O. b

Eccomi

Penitenziale:

Fratelli,

Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi?

Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo?

Siete stati comprati a caro prezzo: glorificate Dio nel vostro corpo!

Chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. State lontani dall’impurità!

Il corpo non è per l’impurità, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo.

La Fede Cristiana non è la Religione del Corpo né dello Spirito:

è la Fede e la Religione dell’Uomo.

Appelli e risposte:

La voce di Giovanni proclama: «Ecco l’agnello di Dio!».

Due suoi discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.

«Che cosa cercate?». «Maestro, dove abiti?». «Venite e vedrete».

Andarono, videro, rimasero con lui.

Andrea incontrò suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia».

«Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa».

Non lasciamo andare a vuoto una sola delle sue parole.

Preghiera: «Eccomi», parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta».

Quale compito ci è chiesto:

Ci è chiesto di saper uscire, andare, vedere, entrare,

rimanere nella Città e portare, come dono, Dio nella Città,

come Cittadini, come Popolo.

Come cittadini della Città di Dio, Popolo del Popolo di Dio.

Si ascolta la Parola vivendo la FESTA nella Città:

scuola, casa, lavoro, sanità, aiuto fraterno.

Quale sarà il risultato?

Non lo so: ma, per lo meno, si avrà la coscienza che

non è brutto il progetto;

è bello vivere con entusiasmo, partecipando.

***

Festa di S. Antonio Abate chiesa S. Antonio Abate (piazza G. Marconi)

(Giornata di preghiera per il Dialogo tra Cattolici ed Ebrei)

Ss. Messe: 8,15-10,45-16,30

Benedizione animali:

14 . 17. 21 . Gennaio,

tra le Messe

***

Dal 18 al 25 Gennaio

Ottavario di preghiera per l’Unità delle Chiese  Cristiane

***

Mercoledì 10 gennaio:

Si è svolta la riunione del primo Mercoledì del mese

Ha proposto il tema di riflessione il Dirigente dell’Istituto Piazza Marconi, dott. Roberto Santoni: ricordando parole di Papa Francesco, ha riproposto la necessità di un coinvolgimento maggiore e di una effettiva e positiva presenza e collaborazione degli adulti ad ogni scelta educativa.

Sono seguiti interventi dei numerosi convenuti.

Sono state proposte attuazioni pratiche delle quali le principali riguardano la collaborazione tra le diverse Agenzie che fanno parte di questa Comunità Educante: Istituti Scolastici, Stazione Carabinieri, Parrocchia, ASL, Servizi Sociali del Comune di Vetralla.

La modalità più interessante e da seguire: qualsiasi evento educativo, di ognuna di queste Agenzie, si cercherà, direttamente, da ciascuna componente, “propagandarlo” come fosse proprio, garantendo ogni possibile collaborazione.

Interessante il ricordo della partecipazione degli Insegnanti alla Associazione AIMC: bisognerà ri-vitalizzarla.

 

Mercoledì 10 gennaio, alle ore 18,00 Messa; alle 18,30 Riunione pastorale.

 

Sorge la necessità di una maggiore vitalità

non semplicemente di noi singole persone, come se non ci impegnassimo abbastanza nella diffusione della Parola di Dio,

ma del Popolo di Dio, di noi come Popolo di Dio.

Mercoledì 10 gennaio,

alle ore 18,00 Messa;

alle 18,30 Riunione pastorale.

 

Tema:  i programmi da realizzare in vista della Pasqua, della Festa della Madonna del Carmelo, di

 Noi  come cittadini, noi come Popolo”.

INSIEME

 

E’ bello, davvero, continuare questo impegno esaltante: anche in questo anno ci siamo impegnati, insieme, per collaborare con chi ha nel cuore mete educative.

Questo è il nostro «mestiere.

Come Cittadini e come Popolo

nella Città dell’Uomo,

«Vivere il Vangelo»

nella Città

rende gloriose

le attese e le speranze

dell’Uomo vero.

Stazione Carabinieri di Vetralla

Istituto Piazza Marconi

Istituto Andrea Scriattoli

A.S.L. Vetralla

Servizi Sociali

Parrocchia Ss. Filippo e Giacomo

aiutano ad essere Popolo

aiutano ad essere Cittadini

Come va questa «Storia»?!

  • Le esigenze di una «Vita Adulta» dove sono?!
  • Gli Adulti «Vivono» solo quando si sentono costretti a partecipare in funzione dei figli?!
  • Le preoccupazioni economiche sommergono le preoccupazioni educative?!
  • La «Storia» deve essere una «Storia economica»

o una «Storia Educativa»?!

Come Cristiani pensiamo solo alla prima Comunione, al Catechismo, alla Cresima, ai figli … in funzione di quello che «tocca fa’»?!

  • Se l’impegno educativo degli Adulti è solo in funzione dei figli,
  • Si rende necessario un diverso

Coinvolgimento degli Adulti

nell’impegno educativo

 

2018-1-6 gennaio EPIFANIA DEL SIGNORE Quale augurio ? (3)

2018-1-6  gennaio EPIFANIA DEL SIGNORE

Quale augurio ? (3)

 

  1. Il re Erode, i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, tutta Gerusalemme sono turbati e cercano Betlemme e i suoi bambini innocenti per mascherare inadempienze, delitti, inganni, frodi contro il Popolo del Signore.

E’ vero: tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli.

 

  1. L’augurio:

il Padre ha rivelato alle genti il suo unico Figlio;

Lui uscirà come capo e sarà pastore del suo popolo.

Alza gli occhi intorno e guarda: il Popolo di Dio si è radunato, viene a te.

Su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te: cammineranno le genti alla tua luce; Guarderai, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore.

 

  1. Preghiera:

Signore, abbi pietà del debole e del misero e salva la vita dei miseri.

Conduci benigno anche noi a contemplare la grandezza della tua gloria.

 

  1. Impegno:

Creare coscienza

di essere chiamati ad essere destinatari del Mistero

e del Ministero della grazia di Dio

e della Parola

a favore del Popolo di Dio.

 

Come i Magi imparare a provare una gioia grandissima;

entrare nella casa del Signore, vedere il bambino con Maria sua madre;

prostrarci e adorare, offrire doni;

per un’altra strada (E’ necessario cambiare strada) fare ritorno al nostro vero paese.

***

Questo mistero e ministero,

non manifestato agli uomini delle precedenti generazioni,

ora è svelato ai suoi santi

per imparare a condividere la stessa eredità,

a formare lo stesso corpo

ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo.

 

Nota di Don Lamberto:

45 anni fa nel giorno dell’Epifania è iniziato il mio servizio pastorale presso la parrocchia Ss. Filippo e Giacomo.

 

Ora: Sorge la necessità di una maggiore vitalità non delle persone

ma del Popolo di Dio

Su questo stiamo lavorando da circa tre anni e continueremo il lavoro.

Mercoledì 10 gennaio, alle ore 18,00 Messa; alle 18,30 Riunione pastorale.

Tema:  i programmi da realizzare in vista della Pasqua, della Festa della Madonna del Carmelo, del programma intitolato ”Noi come cittadini, noi come Popolo”.

Su questi programmi abbiamo avuto la collaborazione, l’altro anno, degli Istituti Scolastici di Vetralla, della Stazione Carabinieri di Vetralla, della ASL, dei Servizi Sociali del Comune di Vetralla.

Anche in questo anno ci siamo impegnati, insieme, per collaborare.

E’ bello, davvero, continuaree questo impegno esaltante.

Che sia questo davvero un BUON ANNO. Ce lo porta la BEFANA?!

 

 

 

2017-12-31 SACRA FAMIGLIA DI GESU’, MARIA E GIUSEPPE

2017-12-31 SACRA FAMIGLIA DI GESU’, MARIA E GIUSEPPE

Quale augurio ? (1)

 

Anche noi, talvolta, diciamo al Signore: «Signore Dio, che cosa mi darai?».

Non vedo segni evidenti della tua vicinanza o della tua presenza accanto a me.

Il Signore risponde: “Non temere. Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle tale è la mia presenza vicina a te”.

 

Abramo credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.

Noi seguiamo l’esempio di Abramo?!

Ricordiamo:

  1. Il Signore è fedele al suo patto.

Lo stile di vita del cristiano è rendere grazie al Signore e invocare il suo nome; proclamare fra i popoli le sue opere; gioire nel cuore nel cercare  il Signore.

 

  1. 2. Ritenere degno di fede il Signore, a lui obbedire per fede.

Dio è capace di far risorgere anche dai morti.

 

  1. Come educare le nostre famiglie cristiane?

Accogliere, come tra le braccia, la presenza di Dio;

benedire Dio, stupirci delle meraviglie di Dio;

proclamare la Parola come segno di contraddizione.

Speriamo e chiediamo, per questo, che una spada non trafigga l’anima per giungere a comprendere che

Educare è aiutare a crescere

non è imporre regole leggi e norme.

Imparare a crescere e far crescere, fortificare le profondità e le asprezze di molti cuori

secondo la parola del Vangelo riferita a Gesù:

 

Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza,

e la grazia di Dio era su di lui.

Preghiamo:

 

Ravviva in noi la venerazione per il dono e il mistero della vita;
i genitori si sentano partecipi della fecondità del tuo amore;
i figli crescano in sapienza, età e grazia,

rendendo lode al tuo santo nome.

Avviso:

Il Catechismo dell’ 8-1-2018, ore 15,00 si terrà in Sala Ss. Filippo e Giacomo.

Ss. Messe                    31-12-2017: 8,30-11,00-17,00

1-1-2018: 8,30 -11,00

 

2018-1-1 MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

2018-1-1 MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

Quale augurio ? (2)

 

  1. Quando venne la pienezza del tempo, (attesa dal Creato)  Dio mandò il suo Figlio, perché ricevessimo l’adozione a figli  per dire a Dio: Padre nostro!

 

  1. L’augurio diviene vero se:

come [i pastori] andiamo, senza indugio, a trovare Maria e Giuseppe e il bambino.

 

  1. Impegniamoci a riferire a tutti ciò che ci è stato detto  ;

quelli che udranno si stupiranno di ciò che riferiremo.

 

  1. Custodiamo tutte queste cose, meditandole nei nostri cuori.

E glorifichiamo e lodiamo Dio per ciò che abbiamo udito e visto.

 

Quale ruolo nella fede ti senti chiamato a svolgere?

 

Scegli e occupa il tuo posto nella Comunità dei Credenti.

Ti benedica il Signore e ti custodisca e ti conceda pace.

Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia.

 

Che Cristiano possa essere detto di noi Popolo del Signore.

 

Avviso:

La riunione catechistica del 8-1-2018

si terrà presso la Sala Ss. Filippo e Giacomo.

Ss. Messe        6-1-2018: 8,30 – 11,00

7-1-2018: 8,30 -11,00

 

Augurio di ogni bene

 

2017-12-25 Natale del Signore Vi annunzio una grande gioia: oggi vi è nato un Salvatore, Cristo Signore.

Dio si serve della Storia dell’Uomo

Un decreto di Cesare Augusto ordinò il censimento che fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria.

Dio si inserisce nella Storia dell’uomo

Giuseppe salì in Giudea, a Betlemme; la sua sposa diede alla luce il figlio, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia. Per loro non c’era posto nell’alloggio.

 

  1. La Notizia Nuova è per alcuni pastori: un angelo del Signore si presentò a loro.

“In principio” Adamo, l’Uomo,  aveva detto: Ho avuto paura, e sono nudo.

Oggi: un bambino, nudo sulla paglia e non ha paura perché è nudo.

Oggi la parola di Dio dice: «Non temete”. Non solo “non abbiate paura”, ma nemmeno “temete”: vi annuncio, per tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore.

Il segno di Dio, zelo del Signore, diverso da quello dell’uomo: un bambino, un figlio,  nato per noi, avvolto in fasce. Ci è stato dato, adagiato in una mangiatoia, ma è Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace e proclama:

«Gloria a Dio e,

sulla terra, pace agli uomini, che egli ama»

.

  1. La Notizia Nuova è evidente anche per noi:

Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio.

Il popolo che camminava nelle tenebre  ha visto una grande luce.

Cantate al Signore un canto nuovo:

Hai moltiplicato la gioia, perché tu hai spezzato il bastone dell’aguzzino.

Era e non è più come un soldato che marcia rimbombando e che indossa un mantello intriso di sangue.
Questo Figlio insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani; a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo per formare per sé un popolo pieno di zelo per le opere buone.

Mi dimenticavo:

Auguri!!

 

2017-12-24 Domenica IV di Avvento – Vigilia di Natale

2017-12-24 Domenica IV di Avvento – Vigilia di Natale

Fratelli,

il Gesù che ricordiamo nella nascita è santo ed è Figlio di Dio: il mistero avvolto nel silenzio per secoli, ora si è manifestato.
Rimaniamo fermi nell’ascolto del Vangelo, Buona Notizia, che annuncia Gesù Cristo, perché giungiamo all’obbedienza della fede, per mezzo di Gesù Cristo.

Rallegriamoci, come Maria, piena di grazia: il Signore è con noi.

Non noi dobbiamo costruire una casa al Signore: è lui che l’ha preparata e costruita per noi. Siamo chiamati, invece, mentre viviamo la vita del mondo presente, a guidare gli uomini di buona volontà alla consapevolezza di essere Popolo e Popolo di Dio.

Il Signore è con noi, dovunque andiamo. Lui è per noi Padre e noi siamo Figli.
Ci sfugge, forse, il senso vero e il futuro della volontà del Signore.

La nostra opera, apparentemente senza futuro, in realtà sarà stabile per sempre.   

Nulla è impossibile a Dio.
Come Maria, molto turbati a queste parole, cene domandiamo il senso profondo e vero. La risposta la conosciamo: “Non temere, Maria”. Non temete, non temiamo. Abbiamo trovato grazia presso Dio. Anche noi siamo chiamati a far rinascere il vero senso del Natale e riportare alla luce il nome di Gesù.

 

Come avverrà questo? Cosa, come fare?

Cantiamo, ugualmente, in eterno l’amore del Signore. È un amore che si edifica giorno per giorno, insensibilmente come l’erba del campo; si basa sulla parola del Signore: “Ho stretto un’alleanza con il mio eletto”.
Come Maria, speriamo di divenire capaci di dire: “Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola”.

Il Signore conserverà il suo Amore, la sua Alleanza ci sarà fedele per sempre.

 

Nota: “Obbedienza della Fede”

Non è semplicemente “obbedire alla Fede”.

E’ obbedienza particolare: quella “della fede” è obbedienza caratterizzata non da azioni, ma da Amore.

 

Avvisi

Messa della notte di Natale ore 23,30

Natale 8,30-11,00-12,00

  1. Stefano:8,30

 

In Sacrestia sono pronti i Calendari Parrocchiali 2018

Sabato 16 dicembre ore 17.30 ‘La Corale Vetrallese’ invita tutti al ‘Concerto di Natale’ presso la chiesa di S. Antonio Abate, P.zza ‘G. Marconi’ – Vetralla

10-12-2017 Domenica II Avvento

2017-12-10 Domenica II Avvento


Introduzione: Il linguaggio del Vangelo è di una cultura ancora pastorale.

E’ vero: non è proporzionato al tempo odierno. Dobbiamo, quindi, introdurre il discorso di Gesù con le necessarie spiegazioni. Per questo si fanno riunioni e catechismo: perché il messaggio del Vangelo

sia proporzionato non ai tempi moderni, ma al linguaggio dei tempi moderni.

 

Penitenziale:  Per i malvagi il giorno del Signore verrà come un ladro di notte.

 

Annuncio della Parola:

Carissimi: Per chi desideri essere ricreato come giusto il Signore ha un cuore grande.

Davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno.

Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa,

anche se alcuni parlano di lentezza.

Il Signore viene e ci manda anche un messaggero per consolarci e avvisarci:

«Nel deserto preparate la via al Signore;

gridate che la vostra tribolazione è compiuta. Il Signore lo ha detto!».

L’annuncio di Giovanni Battista dobbiamo amplificarlo alzando la voce, con forza, senza temere.

Come Giovanni Battista siamo stati invitati ad avvisare che il Natale è vicino.

Ognuno una Lettera da scrivere

e portare in tutte le case per annunciare il Signore.

 

Dobbiamo vincere contro l’indifferenza e la falsa riservatezza che ci lega.

 

Noi diamo un annuncio di parole,  ma “egli vi battezzerà in Spirito Santo”.

Quando?

“… ma noi già siamo stati battezzati. Abbiamo fatto ciò che dovevamo fare”.

E vi basta quel giorno

oppure quel giorno è il giorno di Dio (un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno).

Il Battesimo è un atto e basta o evoca uno stato di vita?

 

Aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio,

Nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia.

Fate di tutto perché Dio vi trovi in pace.

 

8-12-2017 Festa dell’ Immacolata

Invio un testo forse un po’ difficile.
Abbiate pazienza con me: sono disponibile alle necessarie spiegazioni.

Se vi fosse gradito.

2017-12-8 Immacolata

Sola “Scrittura” … senza parole

segni dei tempi nuovi

2017-12-8 Immacolata

Sola “Scrittura” … senza parole

segni dei tempi nuovi

1. Dio pone ad Adamo una domanda normale: «Dove sei?».

Adamo dà una risposta terrena: “ho avuto paura, sono nudo, mi sono nascosto”.

Al contrario del peccato, la Promessa di Dio: ci ha benedetti, scelti, prima della creazione del mondo per essere per lui figli adottivi, eredi della gloria.

Di fronte alla Bibbia, Lettera di Dio all’Uomo, Messaggio nuovo, per un Uomo nuovo, la risposta non dovrà esser che questa: Cantate al Signore un canto nuovo.

· L’atteggiamento umano La risposta, , davanti a nuovi ideali e nuove imprese che si prospettano: spesso è: Nun se po’ fa’!

· L’atteggiamento evangelico di ascolto della Lettera di Dio all’Uomo – Lettera nostra all’Uomo – Parrocchia (una delle idee più natalizie ed evangeliche, mai prospettate):

Rallegrati, schiaccerà la testa ai malvagi.

2. Una domanda e saluto non normali: Ave, piena di grazia

La risposta di Maria, simbolo di una Terra ormai resa diversa: turbata – si domandava (al di là di una fede ipocrita, credulona, superstiziosa, mancante della Libertà dei Figli di Dio.

3. La Parola di Dio è sempre efficace:

“Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.”

La parola dell’uomo normale è, solo condizionatamente, efficace: occorrono fatti che verifichino la nostra Storia.

La parola di Maria: “Nulla è impossibile a Dio».

«Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

La parola mia nostra?… oggi … qui?!

Un segno che il male è sconfitto

«E fece quel che è male agli occhi del Signore, imitando i suoi padri» (cf 2 Re 13,2.11…).

Si può, cristianamente, dire ancora: “i padri”, quelli sì, che erano bravi!!

Nel mondo il bene è più forte e più contagioso del male.

Con Maria, la prima redenta, ha inizio una Storia diversa e «contagiosa».

Un Uomo diverso, pieno di Speranza:

è questa la caratteristica dell’Uomo – Cristiano, oggi, qui?!

E allora? Perché ci deve essere bisogno di coraggio per dirlo?!

La scelta che Dio ha fatto di ogni essere umano: voluti e amati da Dio, ciascuno ha il suo inconfondibile posto nella Storia, ciascuno vi deve operare.

Tempi nuovi; Segni dei tempi:

ai quali credere fermamente e verso cui tendere con “Amore” (del tipo di quello di Dio non del tipo delle convenienze e delle gelosie umane).

Avviso: sono disponibili in chiesa, sul tavolo in fondo alla chiesa le buste per le Lettere Natalizie di auguri alla Comunità Parrocchiale.

Per chi accoglie l’invito: Prendere le buste, inserire i testi di augurio; entro domenica 17 dicembre depositare le buste dentro la scatola sopra al tavolo in fondo alla chiesa

Senza la Messa che Natale è?

Senza la Messa che Natale è?

 

Lettera di Auguri di Natale

Propongo a tutti i fedeli della Parrocchia Ss. Filippo e Giacomo l’iniziativa di una Lettera Natalizia scritta da tutti i parrocchiani a tutte le famiglie della Parrocchia.

La credo utile e bella per imparare ancora di più ad essere “Famiglie della Famiglia di Dio”.

Chi vuole aderire  (bambino, giovane o adulto), prepari liberamente una Letterina o Letterona, un Biglietto di auguri,  una Cartolina, in qualsiasi forma  e porti il tutto in Parrocchia.

Sul tavolo in fondo alla chiesa S. Antonio Abate, in piazza G. Marconi, è stata posta una grande scatola con la scritta Lettere Natalizie alla Comunità Parrocchiale. Ponete dentro la scatola la vostra lettera o il vostro biglietto o cartolina di auguri.

Nei giorni precedenti il Natale verrà consegnata nelle Cassette Postali della Parrocchia, la Lettera di auguri.

 

Iniziative Natalizie

Per le iniziative di Natale serve necessariamente la collaborazione di tutti.

Da soli non riusciremo mai a fare nulla di bello.

Facciamoci vedere, facciamoci sentire.

Stupiamo il mondo con il nostro desiderio di bellezza.

Rinchiudiamo i criticoni nelle loro case.

Apriamo i cuori alla Speranza.

Non aspettate di essere chiamati, invitatevi da soli.

Realizzeremo l’Albero di Natale anche in piazza, il Presepio in chiesa e in famiglia.

Bella è la Lampada dell’Avvento, così il Calendario dell’Avvento.

Bellissima è la Lettera di Natale dei figli ai genitori.

 

la Bellezza, per esserci, deve essere costruita, inventata, sognata

e fatta sentire.

… e ritrovarci tutti insieme, partendo dalle nostre case, nella Messa, a cantare “Tu scendi dalle stelle”

e risalire.

 

3-12-2017 Domenica I Avvento b

2017-12-3 Domenica I Avvento b

L’emozione del primo incontro: “Se tu squarciassi i cieli e scendessi!”.

1. I nostri atti di giustizia sono avvizziti come foglie portate via dal vento.

Signore, non lasciare indurire il nostro cuore, cosi che non ti tema.

Tu, Signore, sei nostro padre, tutti noi siamo opera delle tue mani. Nessuno, fuori di te, ha mai fatto tanto per chi confida in lui. Signore, vieni a salvarci. Aiutaci a tornare da te.

Fratelli,

Rendo grazie continuamente al mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della conoscenza. La testimonianza di Cristo si è stabilita tra voi così saldamente che non manca più alcun carisma a voi.

2. Che cosa dobbiamo fare?!

Vegliate, in attesa del momento di Dio. Praticate con gioia la giustizia. Fate che non vi trovi addormentai: Dio, sempre degno di fede, vi renderà saldi sino alla fine,

Non siete chiamati a “fare” qualcosa: ma ad uno stato di vita da possedere, ad un modo di “essere”, di “amare”.

Nota importante:

Veniamo in chiesa e alla S. Messa per essere segno efficace della presenza di Gesù Cristo nella Storia. Storia Nostra e Storia di tutta la Chiesa.

Questo lo crediamo con il cuore, lo manifestiamo con la parola, lo facciamo conoscere con la parola e con i gesti.

Il primo segno che siamo chiamati a compiere:

essere Tutti Riuniti Insieme nel giorno della Risurrezione di Gesù Cristo.

A. La presenza in chiesa prima dell’inizio della S. Messa è necessaria per educazione; è anche utile anche per poter meglio organizzare la proclamazione della Parola di Dio, il portare Doni all’offertorio o compiere altri gesti.

B. Abbiamo iniziato a fare regolarmente nella Messa la Processione dell’Offertorio.

Questa serve per portare all’altare i doni necessari alla celebrazione: il Pane e il Vino ed anche i doni per la Comunione Fraterna.

Chi deve fare la processione offertoriale? Chi ha doni da portare.

Ricordiamo che:

La Comunità riunita, rappresentata da alcuni fedeli, porta al sacerdote, gli elementi che Gesù usò nell’Ultima Cena. Idealmente siamo tutti noi che portiamo il pane e il vino.

Non sono, quindi, i bambini che debbono eseguire la Processione, ma alcuni rappresentanti (Bambini o Adulti) di tutta la Comunità.

Alcune catechiste, nella Messa di oggi, alle ore 11,00, come mamme insieme ai figli, in rappresentanza di tutta la Comunità riunita, andranno all’altare con alcuni bambini per insegnare che l’offertorio è la processione delle Famiglie della Famiglia di Dio, composte da Padre, Madre, Figli; eseguono questo segno nella speranza che le prossime domeniche lo eseguano alcuni adulti insieme ad alcuni bambini.

2017-11-19 Domenica XXXIII T.O. a

2017-11-19 Domenica XXXIII T.O. a

S o l o  P a r o l a   d i   D i o   è   a f f i d a b i l e.

Quale è il nostro Dio?

Padre, Parola, Spirito.

 

“Io affido alle mani dell’uomo tutti i beni della creazione e della grazia;

ho progetti di pace e non di sventura; voi mi invocherete e io vi esaudirò”.

 

  1. Le qualità negative da riprovare:

Pensare che Dio è come un uomo duro,  che miete dove non ha seminato.

Avere un cuore malvagio, pigro, inutile. Avere paura di Dio.

Illusorio è il fascino e fugace la bellezza. C’è bisogno di «mostrare – apparire per invocare il nome del Signore? L’Eucaristia, oggi, è ancora «Invocare il nome del Signore»?!

La parte peggiore dell’attuale società: avere cura soltanto dell’Immagine, ridere sempre e non sorridere mai.

Civiltà dell’Immagine, invece di civiltà dell’Amore. E Amore è valido e testimoniante solo se è Immagine?

O c’è bisogno del «segno»: «essere riuniti nel nome del Signore» partendo dalle proprie case, dalle cose di ogni giorno per festeggiare «il giorno».

E’ errato proclamare «C’è pace e sicurezza!» quando, invece, pace e sicurezza mancano.

Il demerito e la condanna per questo modo di essere: “A chi non ha, verrà tolto anche quello che ha;  gettatelo fuori; troverà pianto e stridore di denti”. 

 

  1. Le qualità positive buone da promuovere:

Noi non apparteniamo alla notte, né alle tenebre, siamo figli della luce e del giorno.

Non dormiamo come gli altri, ma vigiliamo e siamo sobri.

Operosi e vigilanti, in attesa ,con una forte buona volontà, non verrà a mancarci il profitto.

Diamo felicità e non dispiacere al cuore di ogni sposo e di ogni sposa: potranno confidare in noi.
Buoni e fedeli nel poco, riconoscenti per il frutto del lavoro delle nostre mani, sappiamo procurarci “lana e lino” e abbiamo la possibilità e la volontà di stendere la mano al povero.

 

  1. Quale sarà il merito e il premio

A chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza. Le opere stesse saranno già la nostra lode.

Per la vita terrena: il Signore ci aiuterà a moltiplicare i frutti del nostro impegno.

Per la Vita della Libertà della Gloria dei Figli di Dio: prenderemo parte alla gioia, riconoscenti per il frutto dell’opera delle nostre mani.

“Rimanete in me e io in voi, chi rimane in me porta molto frutto” dice il Signore (la Parola).

 

Nota: Quando diciamo “Parola di Dio”

noi pensiamo ad una “cosa”. Parola: nome comune di cosa.

Così non è per la fede cristiana. “Parola” è nome proprio di persona: O Logos, Verbum, Parola.

Parola Vivente con il Padre e lo Spirito,

Parola ispirata agli antichi Padri,

Parola scritta dal tempo di Mosè,

Parola fatta carne umana: da allora, e solo da allora, “Parola” viene chiamata Gesù Cristo.

 

12 – 11 – 2017 -Domenica XXXII T.O.a

2017-11-12 Domenica XXXII T.O.a

“Non siate tristi come gli altri che non hanno speranza”

1. Un tardivo “Signore, aprici!” non serve a nulla.

Le stolte vivevano di interesse e di profitto, non di amore. Dire: “Ci sarà tempo” significa perdere l’Amore e la Giustizia (forza di Dio per la salvezza) e trovare il Giudice e il Giudizio.

L’amore non si costruisce solo quando serve: o si ama o non si ama. L’amore non serve in qualche momento, ma è vivo ogni giorno. Non si può desiderarlo solo quando fa comodo: sarebbe sfruttamento delle anime semplici e troppo buone; perversione che non conosce l’amore, ma l’interesse.

La risposta: “In verità io vi dico: non vi conosco”.

2. Confortatevi con queste parole: “Il Signore viene come uno sposo per una festa di nozze”, non come un giudice terrificante ed ingiusto.

E’ pericoloso non credere alla misericordia del Signore. Se vivete nell’ingiustizia e non nell’amore che previene e costruisce; se pensate che al Signore di voi non gliene importi molto, il Signore con voi si comporterà proprio così: nell’ora che non immaginate “viene” il Figlio dell’uomo.

2. Come si deve dire: Viene o Verrà?!

L’amore viene ed è presente sempre. Viene ogni istante. E’ errato dire: Verrà! Sarebbe rimandare sempre al futuro la presenza del Signore. La venuta del Signore è, invece, splendida; si lascia vedere da coloro che la amano; si lascia trovare da quelli che la cercano. Previene, crea la Storia; non la subisce; per agire non aspetta ordini; non obbedisce a fredde leggi. Inventa; va in cerca di quelli che sono degni di lei; è benevola. Conduce in alto, non nei bassi interessi egoistici.

3. Bisogna saper vedere e cercare. Le vergini sagge presero l’olio in piccoli vasi: vivevano l’amore, l’attesa, la speranza, la gioia in ogni piccolo movimento della storia.

4. “A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo!”. Serve, in momenti particolari, un gesto, un grido che ridesti. Inventare, rinnovare gesti di amore è il nostro mestiere!

5. Le sagge risposero: “No!”. Non possiamo svuotare la vita nostra operosa per riempire quella di chi non sarà mai pieno di Amore, ma soltanto di interesse e opportunità da sfruttare.

Avvisi

Sorelle (e …Portatori, perché no?): inizia la raccolta delle offerte in sacrestia.

Scrivere Lettere di Natale da consegnare in ogni casa della Parrocchia come augurio di Festa.

Per migliorare la presenza del Signore nelle nostre case: Comunione in famiglia.

Devozione al Cuore immacolato di Maria: il sabato dopo il primo mercoledì del mese, alle ore 16,30.

5-11-2017 Domenica XXXI  T.O. a

2017 11-5 Domenica XXXI  T.O. a

Il servizio della Parola

 

  1. Esame della vita Cristiana: tutti abbiamo un solo padre; ci ha creati un unico Dio: perché agire con cattiveria l’uno contro l’altro?

Questo monito è rivolto, oggi, sia ai Sacerdoti che ai Credenti in Gesù Cristo.

Se non ascolteremo e non avremo premura della gloria del Nome (del Signore), il Signore manderà su noi la maledizione.

E’ nostra abitudine imporre leggi pesanti e difficili e porli sulle spalle degli altri, e noi non li muoviamo neppure con un dito.

Perché, poi, le nostre opere le facciamo per essere ammirati dagli altri?

Perché ridiamo di facciata, ma, in verità, non sorridiamo mai?

Si può dire di me: Ride sempre, ma non sorride mai?

  1. Esame dell’Annuncio e del Servizio della Parola:

Il nostro insegnamento è d’inciampo (scandalo)?; invece di attrarre, allontana?

La Parola non è più efficace quando diventiamo spregevoli davanti al Popolo di Dio; quando usiamo una volta un linguaggio e un’altra un altro secondo come ci fa comodo!

 

  1. Testimoni autorevoli e amorevoli: Siamo stati amorevoli in mezzo a voi, come una madre che ha cura dei propri figli. Così, affezionati a voi, avremmo desiderato trasmettervi non solo il Vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari. Voi ricordate, fratelli, il nostro duro lavoro e la nostra fatica: lavorando notte e giorno, vi abbiamo annunciato il Vangelo di Dio.
  2. Proprio per questo noi rendiamo continuamente grazie a Dio: perché, ricevendo la Parola di Dio, l’abbiamo accolta non come parola di uomini, ma, qual è veramente, come Parola di Dio (Lui che opera in tutti i credenti).

 

  1. Pratichiamo e osserviamo tutte queste Verità e ricordiamo:

uno solo è il nostro Maestro e noi siamo tutti fratelli.

Uno solo è il Padre nostro, quello celeste.

Uno solo è la nostra Guida, il Cristo.

Chi, tra noi, si crede più importante e bravo, cominci a sentirsi servo.

Avviso, Mercoledì, ore 18,00: Messa; ore 18,30: Riunione in chiesa.

 

Tutti i Santi;Chi sono i Santi? Riflessioni per mercoledì 8 novembre

Tutti i Santi

Chi sono i Santi?

Siamo anche noi.

Che abbiamo scelto di seguire  Gesù, Parola di Dio fatta Carne, fatta Uomo.

Lo diciamo senza presunzione, ma sappiamo che, per essere qui, una scelta verso Gesù l’abbiamo compiuta.

Siamo “Santi” eppure “Non perfetti” proprio per ricordare che la Salvezza viene soltanto da Gesù e noi scegliamo lui per avere la Salvezza.

 

Pensando al programma pastorale che stiamo realizzando, la S. Messa,

ricordando anche l’impegno dei primi Mercoledì del mese riassunto nela parola di Papa Francesco “Noi come Cittadini, Noi come Popolo” siamo qui per imparare ad essere Cittadini della Città di Dio, Popolo del Popolo di Dio.

 

Un Popolo di Santi

che si è distaccato dal modo di pensare del mondo per dedicarsi al modo di pensare del Vangelo.

Ci siamo distaccati dal mondo ma viviamo perfettamente inseriti nel mondo.

Per questo mondo siamo anche un segno di distinzione e di contraddizione: la mentalità del mondo dice perfettamente il contrario dalla mentalità delle Beatitudini del Vangelo.

il mondo pensa che per avere successo bisogna avere il perfetto opposto delle Beatitudini.

La mentalità delle Beatitudini non contrasta affatto con le attese e le speranze dell’Uomo vero.

 

Stiamo passando attraverso la “grande tribolazione “: la nostra profonda sofferenza è il contrasto tra la vita quotidiana secondo il Vangelo e la vita secondo gli ideali del mondo.

 

La Messa:

la prima Chiesa si caratterizzava nel fatto che nel giorno del sole i cristiani partivano dalle loro case per partecipare alla Cena o come veniva anche chiamata la Messa la Frazione del Pane. E si riu8nivano insieme: è questo Convenire Insieme che ci fa Popolo; è questo convenire che ci fa Cittadini in un Popolo.

E’ questo Convenire che ci fa Cittadini della Città di Dio, Popolo nel Popolo di Dio.

 

Il Convenire ci fa Chiesa

Il Convenire Insieme nel giorno del sole – giorno della Risurrezione  di Gesù e nostra dona la caratteristica dello scegliere di essere i Santi del Signore. Questo dobbiamo apprendere in questo anno. Questo dobbiamo sperimentare.

 

Non siamo un Popolo fatto di chiacchiere.

Non siamo pochi, non siamo soli.

Guardate se Lunedì i luoghi del Catechismo erano affollate di genitori, mamme, papà, figli vuol dire che siamo “Una moltitudine immensa, che nessuno può contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua”, più numerosi di quanto si pensi desiderando l’annuncio della Parola e il dono del Pane.

 

Quando si dice: vengono per la prima Comunione, poi se ne vanno.

Non è vero:

perché i gruppi di ragazzi che negli anni passati hanno celebrato la Messa di Comunione, lunedì, non avevano assenti?

C’è il gusto della Parola e c’è, pur con tutte le deficienze, il gusto del Pane!

Il peggio è che noi adulti che dovremmo testimoniare speranza liberante a volte siamo fiacchi di fede e stanchi nella speranza. E i nostri figli ci sono di lezione colpiti e attratti dalla novità e dalla bellezza di un annuncio genuino del Vangelo.

Quale infedeltà al Vangelo, alla Parola e al Pane! Quale tradimento quando, per scusare la nostra incapacità a gettare le reti da un’altra parte da quella degli interessi del mondo, accusiamo la Parola di Dio di non essere più Parola convincente, entusiasmante ed efficace e quando accusiamo il Pane di essere un Pane che non sfama più le attese dell’Uomo.

Per questo pane i cristiani di Abitene, per non perdere il Convenire per questo Pane e per questa Parola donarono la vita e la morte e noi accusiamo il medesimo Pane e la medesima Parola di non essere adatti all’uomo di oggi che, però, ha la stessa fame e le stesse attese dell’uomo di sempre.

 

Sito Famiglia Cristiana
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